La Tana della Lupa: Meglio recuperare che gestire


Insomma. Cominciamo col dire che di amari ne abbiamo mandati giù in questa settimana. Il limoncello napoletano di ieri poi, sapeva di mirto (vecchio, di Cagliari, la cui sindrome è purtroppo riapparsa).

Quello che personalmente ci rimane più indigesto è stato però l'ouzo greco, doppio, mandato giù in Europa prima di essere stati definitivamente eliminati. La sconfitta clonata tra Atene e Roma è stata meritata ed irritante. Una tragicommedia greca cominciata con le dichiarazioni gladiatoree di Ranieri che poi ha perfino reiterato prima del ritorno...

Abbiamo beccato 6 pappine dai Greci, e abbiamo perso pure nell'Urbe. Che bella figurona! E' vero ci sono le assenze, i cambi poco indovinati, un portiere che non ritrova più se stesso, ed una condizione fisica generale che segna il passo, cosa che era anche chiaro dovesse prima o poi accadere. Però c'è anche un'atavica maledizione che permane nel dna di questa squadra.

Ci eravamo spesso chiesti come avesse fatto Ranieri a modellare la squadra alla sua tigna, curando quel tipico vizio d'inconcludenza che ci rendeva vulnerabili alle rimonte e alle figuracce. Tra Panathinaikos e Napoli abbiamo rivissuto quegli spettri. Ora ri-sentiamo l'ansia di crollo come arriva un goal al momento sbagliato.

L'assurdo è che se andiamo sotto, abbiamo più possibilità di rovesciare la partita, piuttosto che tenere la vittoria se incassiamo un goal quando siamo già in vantaggio e magari pure al sicuro (2-0). Che cosa significa?

Forse nulla, forse l'unica verità è che questo campionatino di calcio italico è veramente poca roba, e basta un po' di ordine e quadratura (guardiamo il Palermo) per puntare ai primi posti (dietro all'Inter). A tal proposito teniamoci stretto il punticino, che allunga comunque la striscia utile e che regge l'urto dell'incantesimo interrotto dai greci.

Ok, ri-impariamo a tenere allora, gestire questo tesoretto sui predoni del piazzamento champions (ora arriva il Milan, vediamo chi prepara la tavola...). Ma che poi s'impari anche a considerare l'Europa col giusto rispetto. Altrimenti a cosa serve andarci?

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