Quel pasticcio brutto del Pdl - Il Popolo delle Libertà rischia l'esclusione dalle regionali nel Lazio


Brutto pasticcio per il Pdl nel Lazio: il partito di Berlusconi, o meglio la lista del Pdl per la circoscrizione provinciale Roma, non avendo rispettato il termine massimo per la presentazione delle liste, rischia seriamente l'esclusione dalla partecipazione alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

A determinare il problema il ritardo con cui è stata consegnata la documentazione necessaria presso il Tribunale di Roma. Mistero fitto sulle reali cause del ritardo: qualcuno sussurra di una guerra interna fino all'ultimo minuto buono, in pieno stile Prima repubblica, per decidere quali nomi inserire ai primi posti della lista (quelli che determinano una sicura elezione). Altri parlano invece di un semplice disguido tecnico. Indipendentemente da come sia andata, però, ora il rischio che il Pdl venga realmente escluso, nonostante la candidatura della Polverini resti in piedi, è reale. E per questo i colonnelli di Berlusconi nel Lazio hanno già annunciato il ricorso.

Intanto i commenti politici si sprecano. Il "colonnello" Alfredo Pallone ha parlato di "superficialità formale", Mario Baccini di "dilettantismo dei vertici del Pdl Lazio". Qualcuno l'ha buttata subito in politica: Vincenzo Piso ha dato la colpa alla Sinistra che con "una sorta di intimidazione ha lasciato fuori i nostri rappresentanti dall'area preposta alla consegna delle liste". E c'è chi, invece, come Francesco Storace l'ha buttata sul ridere per non piangere di rabbia: "ora il Pdl metta in campo i migliori avvocati". Decisamente buffa la dinamica dei fatti in Tribunale.

Epicentro della vicenda è stato il tribunale di Roma dove, forse per i motivi suddetti, i rappresentanti del Pdl sono arrivati tardissimo, venti minuti prima della scadenza dei termini fissata alle 12.00. In più la documentazione era sprovvista dei lucidi dei simboli elettorali.

Tornati indietro gli uomini del Pdl sarebbero rientrati in tribunale pochi minuti prima della 12 per poi perdere altro tempo fuori dagli uffici preposti dove avrebbero, infine, tentato di entrare per consegnare il tutto alle 12.45 trovandosi le porte sbarrate da agenti di Polizia e Carabinieri. Da lì la contestazione dell'orario ed il conseguente caos. Con le stanze dell'Ufficio centrale circoscrizionale riempite dalle urla di quelli del Pdl... Ora la parola passa sul serio agli avvocati. Vi aggiorneremo.

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