Roma battuta da Parigi: slitta l’arrivo dei body scanner a Fiumicino

Ancora una volta i cugini francesi ci hanno superato: all’aeroporto De Gaulle di Parigi i body scanner, l’ultima frontiera dei controlli antiterrorismo, sono entrati in funzione ieri per i passeggeri di un volo diretto a Miami, mentre a Roma Fiumicino (e dopo a Milano Malpensa) dovremo aspettare ancora qualche giorno.

Fin da quando si palesò la possibilità di utilizzare queste nuove macchine si accese il dibattito tra sicurezza e diritto alla privacy; solo in un secondo momento ci si chiese se ci potessero essere anche problemi legati alla salute. Facciamo il punto sulle assicurazioni che ci ha dato la politica sulla questione: pare che alla sicurezza aerea questi scanner a onde elettromagnetiche millimetriche siano fondamentali, poiché in grado di rivelare la presenza di qualunque oggetto sotto i vestiti. Sia a Roma che a Milano dovranno sottoporvisi i passeggeri dei ‘voli sensibili’, specialmente, cioè, quelli diretti negli Usa.

Anche la questione privacy sembra risolta: gli addetti lavoreranno da una postazione separata, senza nessun contatto con il passeggero, controlleranno l'immagine della persona, che subito dopo verrà cancellata. Inoltre, i volti saranno oscurati in modo da non poter essere riconoscibili.

Infine l’aspetto legato alla salute: sono apparecchiature a onde elettromagnetiche millimetriche che non hanno effetti negativi sul corpo, e non a raggi X che sono apparecchi medicali esclusi anche dal ministero della Salute. Sono gli unici apparecchi attualmente disponibili, dato che lo scanner ad emissioni di calore corporeo è ancora in fase di sperimentazione. Nessun pericolo, perciò, di trasformarsi nell’incredibile Hulk.

Se la sperimentazione andrà per il meglio, presto ci troveremo con una quindicina di body scanner disseminati negli aeroporti d’Italia e va già bene che non li mettano all’entrata dei negozi come deterrente antitaccheggio. Sarebbe un po’ troppo dispendioso, visto che ognuno costa 200mila euro. Voi cosa ne pensate? Credete alle assicurazione che ci ha dato il governo? E cosa ritenete più importante: la sicurezza, la privacy o la salute? Scriveteci numerosi.

Foto | Flickr

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