Turisti a Roma: il rione Esquilino (terza parte)

PorticoPiazzaVittorio

Riprendiamo il discorso da dove lo avevamo lasciato alla fine della seconda parte. Come fosse una città nella città, il rione Esquilino è diviso in zone. I confini sono -ovviamente- invisibili eppure sufficientemente delineati, sulla scorta di quale gruppo etnico gestisce le varie attività commerciali e le relative abitazioni adiacenti. C'è un 'settore' in cui vivono e lavorano prevalentemente indiani e immigrati da paesi come Pakistan e Bangladesh. Un altro 'colonizzato' da una nutrita rappresentanza cinese a stretto contatto con quello abitato da nord-africani. Uno dove la comunità proviene dai paesi dell'est europeo. Un altro ancora a maggioranza araba.

Il fulcro continuano ad essere piazza Vittorio e i suoi giardini: territorio dove generazioni diverse, di differenti etnie, dividono uno spazio comune. Una delle rare testimonianze visibili di integrazione e coabitazione è rappresentata dai più piccoli che, ignari delle tensioni in corso, giocano senza preoccuparsi troppo di appartenenze geografiche e culturali.

Il porticato della piazza poi è una singolare e continua mescolanza di lingue e attitudini. Stordisce e affascina allo stesso tempo, creando -comprensibilmente vista la concentrazione- anche saltuari problemi di ordine pubblico e sicurezza. Inutile far finta di nulla: il degrado della zona è evidente. Non sono bastati gli interventi di ordine sociale voluti dalla precedente amministrazione (il provvidenziale spostamento del mercato dalla piazza alla sede di via Giolitti, su tutti), né quelli più mirati alla repressione di attività criminali dell'attuale giunta (durati ben poco, per la verità). L'Esquilino era e rimane una 'zona difficile'.

NegoziCinesiAll'Esquilino

Forse anche per questo, nel quartiere mancano ormai da troppi anni luoghi di aggregazione e spazi culturali. Non solo. Se si escludono negozi che resistono ai problemi di coabitazione e la miriade di esercizi commerciali che smerciano prodotti made in China a prezzi più che stracciati, anche il volume degli affari nella zona è preda di una cattiva gestione della forzata convivenza tra le varie etnie.

Non bastasse, oltre a traffico e degrado urbano, c'è anche un serio problema di inquinamento elettromagnetico. Nelle vicinanze della chiesa di S.Bibiana infatti, è attivo fin dal 1990, il più grande ponte radio adibito alle trasmissione del segnale per i telefoni cellulari del centro di Roma. Il ponte radio è stato probabilmente adeguato alle normative del 1998 in termini di emissioni, certo. Rimane da chiedersi chi e con quale frequenza ne monitora il funzionamento e i parametri.

Due dei luoghi che resistono ottimamente a tanta incuria però, meritano una citazione doverosa. Uno è il Micca Club, famosissimo locale-laboratorio in via Pietro Micca. Spazio di proprietà del Gruppo Innocenti Hotels, con la direzione artistica di Alessando Casella, è un vero e proprio centro di produzione culturale a cui fanno capo anche una radio online (Radio Micca Club), un'etichetta discografica (la Micca Club Records) e un free press mensile: il Micca Club Magazine. Imperdibili le serate e il mercatino vintage.

L'altro spazio è invece un vero e proprio luogo di culto per generazioni di golosi: il Palazzo del Freddo di Fassi in via Principe Eugenio. Dal 1880, negli anni in cui il figlio del fondatore era pasticcere della Casa Reale, Fassi è il tempio romano del gelato. Visita obbligata nella sala dell'enorme palazzo, soprattutto per gustare i semifreddi. Una curiosità: leggenda vuole che Giovanni Fassi iniziò la sua carriera quando un'ordinanza del Regno impose di tagliare i baffi a chi lavorava nelle cucine reali. Il pasticcere non ne volle sapere di abbandonare i suoi 'mustacchi' e si licenziò per poi mettersi in proprio.

AcquarioRomanoEsquilino

Ennesimo simbolo di quanto il quartiere viva di tentativi di recupero e riqualificazione è la storia dell'Acquario Romano. Struttura edificata nel 1887 per volere dell'esperto di piscicultura Pietro Garganico che affiancato dall'architetto Ettore Bernich, cerca e trova i fondi per il progetto. I due realizzano un piccolo gioiello, anche col favore delle intenzioni del governo di uniformare la città alle moderne capitali europee con edifici dedicati alle scienze e segnare così in modo laico, il corso del nuovo stato. Non ultimo, arriva anche l'appoggio economico delle società di costruzioni che operavano nella zona, interessate all’edificazione dell’Esquilino.

Splendida opera architettonica, poi abbandonata e vittima dell'incuria e del tempo, l'Acquario Romano è tornato a vivere in seguito a imponenti lavori di ristrutturazione. Dalla riapertura, lo spazio ha ospitato mostre e concerti, fino a quando nel 2003 è stato ufficialmente assegnato alla Casa dell'Architettura: un centro polifunzionale per l'arte e l'architettura contemporanee.

Tanta tradizione, Storia (basta percorrere il perimetro di piazza Vittorio per incappare in una delle -splendide- chiese), testimonianze di periodi e fortune diverse tra loro. Tutto e il suo contrario fanno vivere l'Esquilino a un passo dal ritrovare gli antichi fasti e, allo stesso tempo, dal cadere definitivamente vittima del sovraffollamento. Un rione, l'abbiamo detto, non facile. Per questo forse ancora più affascinante di altri. Quando arriverete a Roma, concedetegli una possibilità. Armatevi di molta pazienza e di uno sguardo vigile ma tollerante. Ci saranno molte sorprese pronte a stupirvi. Il passato, il futuro e il complesso presente della Capitale sono anche nella confusione di queste strade.

Foto | Flickr + +

Come arrivare:
Metro: linea A stazione "Vittorio Emanuele"
Autobus: 105 - 150 express festiva - 360 - 590 - 649 - N1 - N12 - N18
Tram 5 - 14


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