Turisti a Roma: il rione Esquilino (seconda parte)

Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

La storia dell'Esquilino è fatta da sempre di grandi flussi migratori. Parleremo domani, nella terza ed ultima puntata di Turisti a Roma, delle difficoltà che provoca spesso la convivenza di tante etnie, ma la vocazione all'accoglienza non è affatto una novità per questo quartiere. Risale addirittura al 1870, l'anno della "Presa di Roma", quando la città e la regione intera vennero annesse al Regno d'Italia.

La monarchia di Vittorio Emanuele II spodesta lo Stato della Chiesa e trasforma la Roma 'papalina' in Capitale del nuovo Regno. Dal Piemonte arriva una generazione di burocrati e servitori del re ad insediarsi proprio in questo rione, così simile all'austera geometria dell'urbanistica sabauda. Tutta la toponomastica viene modificata: vie e piazze vengono intitolate a principi e sovrani della famiglia Savoia.

Lo choc culturale è forte. Roma si trasforma e, di riflesso, anche l'Esquilino. Palazzi adibiti a uffici, con un attitudine e uno stile in cui è difficile trovare punti di contatto con il resto della città, specie quella dei tempi. Tracce di questa invasione istituzionale -toponomastica inclusa- sono evidenti anche oggi. Difficile coglierle per chi non è nato nella Capitale, molto più evidente per i 'romani de roma'. L'Esquilino è un luogo che ricorda troppo il tanto sbeffeggiato 'norditalia' per non essere guardato e vissuto con un po' di sospetto, come un corpo estraneo nella romanità.

TeatroAmbraJovinelli

Uno dei luoghi della cultura e della storia del rione è il Teatro Jovinelli (poi Teatro Ambra Jovinelli). Nato nei primi anni del '900, per volere dell'impresario omonimo, è da subito pensato come luogo di svago, con una programmazione attenta alla comicità e al varietà. L'aspetto era in linea con il resto degli edifici: più simile a un austero teatro di prosa. Con il fascismo e le pesanti limitazioni imposte dal regime su dialetto e tematiche, lo Jovinelli fatica a mantenere il suo prestigio e la sua fama. Accoglie allora l'avanspettacolo, che continua a caratterizzarlo anche in seguito, trasformandolo in un vero e proprio cinema-teatro con tanto di spettacoli che poco hanno a che fare con gli intenti del suo fondatore (venne utilizzato anche per ospitare incontri di boxe).

Impossibile nominare tutti i grandi che hanno calcato le scene dell'Ambra Jovinelli. Una lunga lista di protagonisti che si è interrotta con un incendio all'inizio degli anni '80 ed è ripresa dopo la storica riapertura della seconda metà degli anni '90 (in seguito, con la direzione artistica di Serena Dandini). Oggi il futuro dello Jovinelli è incerto a causa dell'affitto esorbitante chiesto dai proprietari. L'ennesima testimonianza che la rinascita dell'Esquilino è sempre costellata da mille difficoltà. Rimane -per il momento- la bella area pedonale di via Guglielmo Pepe: una piccola oasi nel caos del traffico circostante.

PiazzaVittorioEmanuele

Prima di passare a raccontare l'Esquilino multietnico (e tutte le relative contraddizioni), vogliamo segnalarvi due luoghi il cui contrasto è insieme premessa e spiegazione di cosa rappresenta questo rione per Roma. Il primo è l'Es Hotel (oggi Radisson Sas Es Hotel, dopo l'acquisizione del 2005). Uno dei luoghi più esclusivi per soggiornare nella Capitale, connubio di tecnologia e design avveniristico, costruito proprio davanti alla Stazione Termini. Un elemento così alieno e diverso dal resto del quartiere da rappresentare una specie di fortezza inviolabile. Per giunta proprio davanti al nuovo mercato Esquilino, trasferito da piazza Vittorio all'ex deposito militare di via Giolitti sul finire degli anni '80. L'Es Hotel è una struttura il cui contrasto con il circondario non potrebbe essere più evidente. Tanto i palazzi attorno sono testimonianza di una nobiltà e di una storia remote, così l'Es con i suoi vetri a specchio e la sua elegante uniformità è moderno e asettico.

EsHotelRoma

L'altro luogo, anima del quartiere sono i Magazzini Allo Statuto (per tutti, da sempre, MAS). Tre piani di abiti e oggetti per la casa a buon mercato, un tempio del trash (indimenticabile il video di "Dimmi qual è il nome" di Piotta, girato al suo interno), mercato delle pulci al coperto, sempre in bilico tra l'offerta popolare e una notorietà consolidata a colpi di testimonial di dubbio gusto. Non solo. MAS è anche uno degli osservatori migliori per farsi un'idea precisa dell'ultima 'fase' che attraversa il rione Esquilino. Quella dei flussi migratori e della suddivisione in base alle etnie. Di questo però, parleremo domani nella prossima puntata di Turisti a Roma.

Foto | Wikipedia + +

Come arrivare:
Metro: linea A stazione "Vittorio Emanuele"
Autobus: 105 - 150 express festiva - 360 - 590 - 649 - N1 - N12 - N18
Tram 5 - 14


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