Turisti a Roma: il rione Trastevere (seconda parte)

StatuaGioacchinoBelli

Trastevere (che in romanesco -anzi: in trasteverino- si dice "Trestevere") è divisa a metà. I non-romani spesso lo ignorano. Viale Trastevere è infatti lo spartiacque tra le due aree del rione. Punto di accesso unico, piazza Sonnino dove, a dare il benvenuto e a ricordare il carattere aspro e ironico del popolino, c'è la statua di Gioacchino Belli, il poeta noto per i sonetti che da più di un secolo fanno parte della tradizione romana (la statua è in realtà in una piazzetta attigua, omonima).

A questo punto, a voi decidere quale parte esplorare per prima. Noi iniziamo dalla destra per consigliarvi subito la visita ad una delle più belle basiliche della Capitale. Santa Cecilia è situata nella piazza omonima, un ampio slargo a ridosso di piazza dei Mercanti. Leggenda vuole che sia stata edificata sulla casa della donna poi santificata quando papa Urbano I decise di seppellirla tra i vescovi, trasformando l'abitazione in chiesa.

La struttura è imponente, monumentale, anche grazie ai ripetuti interventi che l'hanno restaurata e ampliata nei secoli. Ad arricchire ulteriormente l'architettura, già splendida, una corte di ingresso, la torre (pendente) con il campanile e la statua di Stefano Maderno, commissionata in occasione di un -presunto- miracolo.

BasilicaDiSantaCecilia

Questo lato di trastevere è il più tranquillo. Quasi tutti i vicoli regalano scorci memorabili, lontani dal caos della movida romana e dall'assalto turistico. Intendiamoci: non che la situazione sia poi così quieta, però se cercate l'atmosfera trasteverina e volete godervela senza fare lo slalom tra gli obiettivi delle macchine fotografiche, siete nel posto giusto. Lo stesso vale se cercate uno dei ristoranti più famosi della città, il cui nome è legato a un altrettanto leggendario personaggio.

Meo (Bartolomeo) Patacca, è una maschera romana descritta da Giuseppe Berneri nel '600. La figura di un popolano, atletico e bravo con le armi, che decide di organizzare una spedizione per andare a liberare la città di Vienna dall'assedio. Il carisma (e forse anche un po' i modi) gli permettono di raccogliere del denaro per finanziare l'operazione che però non si realizza perché la città viene liberata prima della partenza. I soldi vengono allora impegnati per organizzare un grande festeggiamento. Magari non sarà all'altezza dei fasti dei tempi, però il Meo Patacca è un ristorante di buona qualità dove gustare tutti i piatti della tradizione romana.

Rifocillati, continuate a passeggiare, magari con una deviazione all'Isola Tiberina: uno dei luoghi più suggestivi di Roma, sede in estate di una rassegna cinematografica con una valida programmazione da guardare mentre il Tevere vi scorre accanto a pochi metri. Tornando potete visitare la Basilica di San Bartolomeo all'Isola per poi continuare la passeggiata per il rione.

IsolaTiberina

Sempre a proposito di cinema, due sale cinematografiche su piazza Sonnino: una è il "Reale", l'altra è il più piccolo "Roma". Il vero baluardo della settima arte però rimane il Filmstudio. Luogo di culto per tutti gli appassionati, in attività dal lontano 1967, offre una programmazione per intenditori e ospita numerosi eventi culturali. Qui in via degli Orti d’Alibert, hanno iniziato a farsi conoscere molti, famosissimi registi, tanto che dal 1983 l'associazione è inserita nell'elenco delle "Istituzioni culturali d'interesse nazionale".

Sempre da questo lato del rione Trastevere, uno dei tempi del blues della città. Il Big Mama è un locale che da ben 25 anni, resiste alle mode e all'avanzare degli anni con una proposta musicale sempre coerente. Basta scorrere con lo sguardo le foto alle pareti per farsi un'idea di quanti hanno portato il loro talento tra le mura di questo live club in vicolo di San Francesco a Ripa. Poco distante anche il Lettere Caffè, spazio che si divide tra musica dal vivo e letteratura, in un clima piacevolmente caotico. Merita una visita.

Attraversate viale Trastevere e, prima di iniziare ad esplorare con noi l'altra metà, fermatevi da Frontoni. Quasi novant'anni di tradizione per uno dei luoghi più famosi dove mangiare la famigerata pizza bianca ripiena, orgoglio e passione di ogni romano che si rispetti. Non perdetevi il caffè con la Nutella, visto quanto ancora c'è da vedere, ne avrete bisogno.

Foto | Flickr + | Wikipedia +

Come arrivare:
Tram: 8 (direzione Casaletto da Largo di Torre Argentina)
Autobus: linea 3, 116, 75, H


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