Buscaglione e gli altri: le ultime conquiste della Toponomastica romana

È solo l’ultimo dei grandi nomi che la commissione comunale alla Toponomastica ha preso in considerazione: è proprio di qualche giorno fa la proposta del presidente Mollicone di intitolare un strada della Capitale a Fred Buscaglione, romano d’adozione che nella nostra città morì in un terribile incidente d’auto nel 1960, a soli 38 anni. E dal momento che il suo ultimo domicilio era ai Parioli, non lontanissimo dall’auditorium, tempio capitolino della musica, è proprio qui che un via in suo onore potrebbe trovare spazio.

Ma il duro dal cuore tenero è solo l’ultimo in ordine cronologico di una serie di personaggi e, tra l’altro, anche il meno ‘problematico’. Il mese scorso, infatti, qualche polemica era stata tirata su quando Vittorio Sgarbi aveva riesumato un’idea di Maurizio Costanzo: intitolare un strada di Roma a Nerone, per riscattarne definitivamente la figura storica.

Ma le polemiche raggiungono il loro picco quando si va a toccare la politica: sempre il mese scorso, in occasione del decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, un po’ in tutta Italia si è chiesto di intitolare strade alla memoria del padre del socialismo italiano. A Roma, in particolare, i giovani del Pdl avevano proposto di cambiare nome a largo Febo, dove si affaccia l’Hotel Raphaeli e dove 17 anni fa Craxi fu oggetto della famosa protesta del lancio delle monetine.

Sempre da destra viene la recente proposta di trovare una strada anche per il fondatore dell’Msi, Giorgio Almirante, e siccome dal sindaco (di destra) tutto tace, il movimento giovanile della Destra di Storace il 15 gennaio ha messo in scena una singolare sollecitazione: ha ricoperto 16 strade con una targa fittizia dedicata ad Almirante, dalla Tiburtina a Tor Sapienza, dalla Nomentana alla Salaria. Alemanno intanto, il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, ha pubblicamente proposto di intitolare una strada a Settimio Calò, simbolo dell’olocausto che perse ben 10 figli uccisi dal Nazismo.

La Commissione Toponomastica, a quanto pare, con la destra ha tanto da lavorare: in via di ultimazione è l’iter per dedicare il largo prospiciente l’antica sezione missina di via Acca Larentia, quartiere Tuscolano e teatro dell’omonimo eccidio del 7 gennaio 1978, ai tre giovani militanti del Fronte della gioventù che qui vennero uccisi: Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. Iter, peraltro, iniziato dal sindaco Veltroni che dedicò strade anche ad altre vittime della destra: Paolo Di Nella e i fratelli Mattei.

Lo scontro politico, in questioni toponomastiche, è sempre presente: sono storie vecchia ma non troppo quelle del Pdl che vuole fuori dalla città una via dedicata a Lenin (attualmente nel quartiere Portuense) sostituendola con via Solzhenityn, per non offendere più le vittime del Comunismo. Ogni anno i ragazzi della Gioventù europea il 9 novembre, anniversario della caduta del Muro di Berlino si recano lì in processione per manifestare.

Altra polemica infinita quella che riguarda largo Kemal Ataturk all’Eur: lo statista turco è da molti considerato responsabile del genocidio del popolo armeno e così, per la par condicio, alle vittime armene sono stati dedicati i Giardini di piazza Lorenzini. Nessuna polemica, invece, per la dedica a Nicola Calipari dei giardini di piazza Vittorio né per la piazza dedicata a un grande della musica, Fabrizio De André, ‘domiciliato’ alla Magliana. E scopriamo che De André non è l’unico genovese illustre ad aver trovato una strada a Roma: c’è anche Paolo Mantovani, storico presidente del Sampdoria, come ci hanno ricordato proprio da Genova nei giorni scorsi in occasione del ‘battesimo’ di piazza Sampdoria vicino allo stadio Marassi.

Se i genovesi hanno molto successo, il ‘nostro’ Vittorio De Sica si è dovuto accontentare di una targa sull’ultima casa dove ha abitato, all’Aventino, mentre grandi successi riportano sempre le figure storiche: dal novembre 2009 il viale che unisce i due tratti della passeggiata del Gianicolo è intitolato a Lorenzo Brunetti, figlio 13enne di Ciceruacchio, fucilato in difesa della Repubblica Romana del 1849.

Infine, ma non per ultima, la proposta, datata dicembre 2009, di un consigliere capitolino in carica: intitolare una strada della Capitale alla signora Rosa Berlusconi, mamma del premier che tanto ruolo ha avuto nella discesa del figlio in politica. Gli è stato educatamente risposto che l’iter di intitolazione di una strada può iniziare solo 10 anni dopo la morte del personaggio. Bontà loro.

Foto | biografie online.it

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