Un campo da golf pubblico e per tutte le tasche a Tor Vergata


Chi di noi non ha due o tre golfisti di riferimento che non sopporta e che all'occorrenza evita come la peste? Il fatto è che i golfisti, quando si riuniscono in piccoli gruppi, soprattutto in presenza di non golfisti, non conoscono piacere maggiore di mostrare padronanza del gergo del golf, inglese e apparentemente oscuro, per iniziati.

Uno sport esclusivo, che per forza di cose tradizionalmente non contempla chi non può permetterselo (quote proibitive nella maggior parte dei circoli) o, pur potendoselo permettere, non è abbastanza incline a lasciarsi soggiogare da tutto quell'insieme di rituali e abitudini che fanno di un uomo un vergo golfista, e vale a dire di un uomo normale una specie di finto inglese, finto ricercato e vero disadattato.

Prossimamente, però è molto probabile che, almeno a Roma, non sia più solo così. Il golf capitolino potrebbe cambiare in parte faccia grazie a un'iniziativa del Comune di Roma che non ha precedenti dalle nostre parti. Nemmeno il Sindaco golfista per eccellenza, Francesco Rutelli, aveva potuto tanto. Veltroni ci provò, c'è da dire.

Il Comune prenderà in affitto dall'Università di Tor Vergata uno spazio che darà in gestione alla Federazione Italiana Golf: un campo da golf pubblico, aperto a tutti e soprattutto agli stessi giovani universitari che frequentano le lezioni nelle immediate vicinanze. Uno spazio per imparare e per capire l'essenza di questo sport, al di là di ogni etichetta e di ogni tarocco. Un sogno destinato a soccombere ancora una volta sotto i colpi delle mazze radical-chic? O i tempi sono maturi per pensare così in grande?

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