La Tana della Lupa: Arrivederci Stefano, Magic Takko!

Okaka Roma Siena

Ecco perché amiamo il calcio, ancora e nonostante tutto. Quando qualcuno vi chiede come fate ad essere tifosi rispondete così: Per il colpo di tacco di Stefano Okaka. Perché la favola mitologica di ieri pomeriggio all'Olimpico è una di quelle che solo gli dei del pallone potevano partorire.

Una Roma in totale emergenza senza attacco (Totti, Toni, Vucinic e Menez), che perde i pezzi in corsa, che conserva fantasmi in campo, rischia la buccia di banana con l'ultima in classifica degli ex col dente avvelenato pronti a dare tutto per frenare la corsa della truppa di Ranieri. A proposito, il mister tigna testaticcina che ha ridato (?), anzi ha proprio inoculato vita nuova a questa squadra, arrivò proprio con il Siena all'andata, ricordate?

Insomma la partita prende la piega che temevamo. Dopo l'ennesima perla di Riise, che ormai ci ha preso gusto a fare il Totti, becchiamo un goal un po' d'addormentati a fine tempo e la ripresa sembra avviata verso la pareggite acuta che contamina il campionato. Poi ClaVdio Ranieri zona Cesarone butta dentro il giovane Okaka.

Stefano, che ha già preparato il trolley per l'Inghilterra, dove da oggi giocherà in prestito al Fulham di Mr. Hogdson, entra a testa bassa nelle tonnare sotto porta senese dove Curci e la difesa erigono un muro anche con le maglie del nostro attacco. Stefano ha segnato una sola rete in serie A, il 17 settembre 2006, sapete contro chi? Il Siena.

Quando cominciamo a rischiare di perdere addirittura l'intera posta (salvata di Julio Sergio, "furbata" di Burdisso), in molti si mettono l'anima in pace e tirano le somme dei risultati utili consecutivi (17!). Ma non è finita. Mai con questa Roma. Così il Pek sciabola al pennello per Pit, proprio lui, non Brad, che raccoglie perfetto e pesca Okaka in mezzo all'area, già invitato al valzer delle maglie dal difensore. Stefano opta per la piroetta più bella e impossibile che si ricordi e con un tacco divino insacca lasciando tutti a bocca spalancata.

E' il delirio. Il ragazzo corre sotto la sua Sud che gronda di folle amore. L'Olimpico è l'Olimpo. Lo inseguiamo tutti, da ogni angolo del coro ditirambico di tifo, per abbracciarlo tutti, impazzendo di gratitudine. Siamo secondi. Col Milan che deve recuperare una partita ma anche lo spirito perduto (con l'assenza di Nesta). Anche le altre si fermano al pari. Si sogna, ad occhi aperti. Fra realtà e mitologia.

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