Garbatella: le origini del nome in un quadro?

La Garbalella

Da quando il 18 febbraio del 1920 "La mano augusta di sua maestà Re Vittorio Emanuele III” ha posto la prima pietra nella borgata ‘giardino’ che a partire alla metà degli anni '30 assunse il nome di Garbatella, una leggenda ne attribuisce l’origine dello stesso ad una giovane ostessa ‘Garbata e Bella’.

Una leggenda 'popolana' perfetta per una nuova borgata (190 alloggi distribuiti in 40 palazzine immerse nel verde) nata come insediamento operaio a ridosso della nascente zona industriale, ma anche come borgo marinaro al servizio di un porto fluviale sul Tevere mai costruito, come attesta l'epigrafe l'Ente per lo sviluppo marittimo e industriale, murata sull'edificio centrale di Piazza Benedetto Brin.

Una leggenda che potrebbe non sembrare più tale, dopo la scoperta di un dipinto a olio firmato “E. Ferretti” alla fine dell’Ottocento, che mostra la fatidica “Osteria da Maria”, accreditata nella targhetta descrittiva come “l’osteria della Garbatella”.

Il quadro scovato in un museo cittadino (ancora top secret) dal pasticcere e storico per diletto Enzo Gori, sembrerebbe una prova tangibile delle origini del nome. C’è da dire che anche allora la zona era piena di trattorie...

Quale che sia la verità, la Signora Garbatella rappresentata con un'effige a bassorilievo in Piazza Geremia Bonomelli (nella foto), continuerà a vegliare sul quartiere, e alla Garbatella ci sarà sempre qualcuno pronto a credere che un posto così ricco di storie e bellezze popolari, debba la sua origine a quella stessa bellezza, soprattutto se serviva ai tavoli dell’ottimo vino.

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