In fila al freddo sotto la pioggia...per Leonardo da Vinci?


In effetti ci sarebbe quasi da commuoversi per certi fenomeni moderni. Ogni mattina in questi fradici giorni gelidi di gennaio, passando per Piazza Venezia e via del Plebiscito notavo, già al mattino presto, formarsi una fila che circondava in pochi minuti mezzo Palazzo Venezia. Alle dieci e mezza arrivava praticamente all'Altare della Patria.

Non vi dico in questo ultimo fine settimana. Oggi è l'ultimo giorno per ammirare la mostra il Potere e la Grazia, col suo fiore all'occhiello del San Giovannino di Leonardo. Delirio. Per l'Arte. Eppure qualche dubbio amletico mi solletica in queste manifestazioni collettive. Oddìo, più che Shakespeare, sono demoni minori come Fruttero e Lucentini (e la loro "Prevalenza") a stuzzicare i miei maligni sospetti.

La velenosa considerazione che la maggior parte delle persone che si mettono in fila non abbiano alcuna idea di cosa vadano a vedere ma lo facciano prima di tutto perché gratis e poi perché "lo fanno tutti" (che sia il Quirinale aperto o la morte di un Papa), viene.

Lo so, è sempre meglio che osservarli accalcati per comprare il primo I-phone o semplicemente pascolare compatti alla perpetua mostra delle vetrine. Vero. Ma l'ansia che poi, per questa "doccia culturale", si sentano anche sollevati moralmente, resta. E come mai non riscontro non dico una fila, ma almeno 4 persone accanto, in tante chiese romane dove sono esposti (sempre) fior di capolavori?

In fila per Il Potere e la Grazia

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