I deliziosi segreti gastronomici del Ghetto di Roma


Il consiglio gastronomico del giorno, all'indomani della Giornata della Memoria (che, dunque, può non avere solo epiloghi tristi), è riscoprire o scoprire per la prima volte le delizie del ghetto di Roma. Il consiglio potrebbe anche valere per più di un giorno, naturalmente.

Un nome su tutti, non me ne vogliano gli appassionati di questo o di quel forno kosher, di questo o di quel ristorantino "di una volta" - e perfino i fedelissimi della Sora Margherita - Il Boccione, a via del Portico d'Ottavia.

Ci sono quasi più inservienti che metri quadri di superficie. Se si considera anche la quantità di dolcetti e prelibatezze varie che vi sono preparate, esposte e vendute, pare impossibile che tutta quella materia possa convivere (anche se per poco) in uno spazio così piccolo. Su tutto, i must: biscotti al cioccolato; dei dolcetti simili a macarons parigini ma molto più "di sostanza" e le crostatine alle ciliegie.

Per il salato, invece, rivolgetevi tranquillamente da BeteAvon. Stessa trafficata via, ma diversi prodotti: qui si mangiano panini con mozzarella e concia di zucchine: marinate in olio, aglio ed erbe secondo un'antichissima ricetta degli ebrei romani. Gli indirizzi e i nomi sono affascinanti quasi quanto le pietanze che vi servono, ma non vogliamo rendervela troppo facile.

Vogliamo sapere qualcosa da voi. In che posti preferite mangiare al Ghetto di Roma?

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