Turisti a Roma: l'EUR (seconda parte)

EUR-PalazzoDeiCongressi

Riprendiamo la guida con una notizia recente la decisione di utilizzare le strade dell'EUR per disputare il Gran Premio di Forumla 1 di Roma. Non lo facciamo per riattizzare le braci della polemica (che è forte e giustificata: trovate tutte le notizie su 06blog), quanto per sottolineare due aspetti del quartiere Europa.

Il primo è la visione futurista che fa da premessa e contraltare all'architettura razionalista. Macchine veloci, il mito del motore e di una certa attitudine a trattare il paesaggio urbano come scenario. Come qualcosa che è 'sullo sfondo', buono solo per esaltare il mito del progresso o per un utilizzo 'formale'. In fondo, l'EUR oggi è in buona parte questo: una successione bianca (più grigia che bianca, a dire il vero) di palazzi che ospitano le sedi principali di grandi enti o aziende.

Dalla Confindustria alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), dal Ministero delle Comunicazioni alla sede centrale dell'ENI nel famosissimo grattacielo (costruito nel 1962) che, con i suoi 80 metri per un totale di 22 piani è il più alto edificio della Capitale (considerando San Pietro come parte della Città del Vaticano). L'Eur è una specie di non-luogo dove il quotidiano fatica a farsi largo tra tanta monumentale esuberanza.

GrattacieloEUR

Il secondo aspetto è legato alla sintesi tra passato e futuro che il quartiere rappresenta dalla sua nascita. Basta pensare al Palazzo dei Congressi, spettacolare edificio ideato dall'architetto Adalberto Libera, dove nelle sue enormi sale, da qualche anno si svolge Dissonanze: uno dei festival di musica elettronica più noti.

O la stele (obelisco) di 45 metri realizzato da Arturo Dazzi che campeggia in piazza Guglielmo Marconi e illustra le gesta proprio dell'inventore del telegrafo. Ancora una volta, tanta modernità su un elemento addirittura precedente ai fasti della Roma imperiale. O il Museo Etnografico Pigorini (vittima di un recente, triste declino): le voci e le testimonianze delle civiltà del mondo, costrette in un luogo spartano, rigoroso: quasi a volerne impedire gli effetti sul solido (?) predominio della cultura occidentale.

Fino all'esempio più noto e lampante: il Colosseo Quadrato, nome dato nel tempo al Palazzo della Civiltà Italiana (o Palazzo della Civiltà del Lavoro), imponente opera degli architetti Guerrini, La Padula e Romano. Suggestivo richiamo alle atmosfere metafisiche di De Chirico, circondato da 28 statue che illustrano arti e mestieri, fu voluto da Mussolini proprio per confermare e celebrare la -presunta- continuità con i fasti di Roma. In onore anche dell'iscrizione che campeggia su una delle facciate (VN POPOLO DI POETI DI ARTISTI DI EROI DI SANTI DI PENSATORI DI SCIENZIATI DI NAVIGATORI DI TRASMIGRATORI) oggi è stato scelto come sede del Museo dell'audiovisivo e dell'esposizione permanente del Made in Italy e del Design italiano.

PalaEURroma

Accanto al futurismo piegato al razionalismo, c'è tutto l'EUR che invece risente del tardo completamento dei lavori. Quello avvenuto in pieno 'boom economico', in occasione delle famigerate Olimpiadi del 1960. Il completamento della zona circostante il "Laghetto", il già citato grattacielo, il PalaEUR di Nervi e Piacentini che, pur avendo cambiato nome più volte negli anni ed essendo stato 'adattato' ad ospitare anche eventi musicali, rimane una testimonianza di quanto il quartiere Europa sia stato a lungo il 'laboratorio' delle sperimentazioni architettoniche capitoline. Il posto tributato al contemporaneo che, nonostante gli sforzi, sembra in fondo non arrivare mai, confinato a un'estetica da film di fantascienza. Proprio per questo, probabilmente, è impossibile venire a Roma e non visitarlo, vittima del suo strano fascino.

Foto | Flickr | Wikipedia | Wikipedia

EUR: come arrivare.
Metro: linea B stazioni Eur Palasport, Eur Fermi


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