Privatizzazione dell’acqua: questa la situazione a Roma


Qualcosa si muove, a livello municipale, nell’ambito dell’annosa discussione sulla privatizzazione dell’acqua, tanto che mi è venuta voglia di fare un po’ il punto della situazione della Capitale con un bel post. Per primo ci aveva pensato il Municipio XIII (Ostia-Acilia) con un documento in cui si ribadiva l’importanza dell’acqua come bene comune e teatro, nei giorni scorsi, di una significativa protesta in cui 40 fontanelle pubbliche del territorio sono state incappucciate.

Venerdì scorso, inoltre, il Municipio XVI (Monteverde ecc.) ha approvato una delibera, la prima a Roma, che impegna il Comune a esprimersi sulla modifica richiesta al proprio statuto per dichiarare l’acqua un “bene inalienabile”. Licenziata con ben 15 voti a favore, la delibera sarà quindi sottoposta al Consiglio.

All’inizio di dicembre è stato approvato il decreto Ronchi (il cosiddetto ‘salva-infrazioni’) che pone le basi per l’affidamento ai privati del servizio idrico, pur mantenendo pubblica la rete. Da quel momento in poi la palla è passata alle singole amministrazioni locali per l’adozione del provvedimento.

Il Consiglio provinciale di Roma si è immediatamente espresso contro la privatizzazione, con una mozione unitaria presentata dalla commissione Ambiente con la quale si impegnano presidente e Giunta a chiedere alla Regione Lazio di avanzare ricorso presso la Corte Costituzionale contro il decreto Ronchi. Si parla quindi di gestione e cicli dell’acqua come “monopoli naturali” nei quali non si può introdurre un sistema di concorrenza e di accesso all’acqua da garantire a tutti, soprattutto alle fasce di popolazione più svantaggiate, mentre dove ci sono state privatizzazioni le tariffe sono aumentate fino al 40%.

In città l’azienda che si occupa dell’erogazione dell’acqua potabile, come tutti sappiamo, è l’Acea: i dati parlano di 309 milioni di metri cubi l’anno per l’intera Capitale e un consumo giornaliero pro capite di 233 litri, mentre si calcola che ne basterebbero una cinquantina. A prescindere da come andrà, noi romani potremmo iniziare a comportarci più civilmente e risparmiare qualche litro in più. Mi sa che ci conviene.

Foto | Flickr

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