Vittorio Sgarbi, l'Italia unita dalle meraviglie e gli itinerari romani, per i giovedì di Santa Marta

L'orgoglio di essere italiano e l'orgoglio di essere cristiano, protagonisti ne "L'Italia delle meraviglie" (una cartografia del cuore) che Vittorio Sgarbi ha appena pubblicato con l'editore Bompiani, saranno protagonisti della presentazione di questa sorta di guida turistica da aggiungere a quella del Touring, più classica e dedicata al Belpaese del Grande Tour, che Alain Elkann tratterà alla presenza di Sgarbi il 21 gennaio (ore 17.30), nella Sala dell'ex Consiglio Nazionale in via del Collegio Romano 27.

Ci saranno anche il Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi, Antonio Paolucci e Alvar Gonzales Palacios per i giovedì al Santa Marta a celebrare sgarbeidamente l'Unità d'Italia.

Partendo da Umberto Saba e dalla civiltà ebraica annidata a Trieste, vi troverete faccia a faccia col capitolo (tra gli 11 del libro) dedicato a Roma che viene ampiamente trattata facendone "il punto focale". Roma, per Vittorio Sgarbi "la città senza aggettivi, nessuno dei quali potrebbe renderle giustizia" visto che se Roma per lo storico dell'arte non è bella, "detiene però alcuni primati che vengono generalmente mai elencati tutti assieme da guide o scritti di argomento romano"

"Oltre alla continuità storica e urbanistica, abbiamo lo scontato primato mondiale del più grande patrimonio di resti archeologici della civià romana, il maggior numero di chiese e la più grande chiesa del mondo - continua Sgarbi - poi il primato delle catacombe (una cinquantina per centinaia di chilometri), degli obelischi autentici e delle fontane storiche".

A questo punto vi domanderete, quali sono gli itinerari consigliati da Sgarbi ed è qui che nascono le sue perplessità visto che Roma non consente di segnalare un itinerario per il Rinascimento, uno per il Barocco... basta che immaginiate, "siamo a piazza Venezia e, nell'itinerario del Rinascimento accenno - scrive Sgarbi - a Palazzo Veneia e al portico con loggia della chiesa di san Marco: devo forse raccomandarvi di non voltarvi a sinistra per non vedere il Vittoriano, perchè questo edificio va registrato in un'altra serie?" Come fare allora gli itinerari? La risposta dopo il salto, con la seconda parte dell'intervista su Rainews24.


Un criterio per orientarsi nelle architetture potrebbe anche essere quello di leggere i monumenri con inomi degli architetti che cominciano a conoscersi dal secondo Quattrocendo, senza dimenticare le inevitabili eccezioni - continua Sgarbi - sono gli artefici medievali come i Cosmati, i Vassalletto, Marchionne Aretino, Ristoro da Campi, fra' Sisto. Ma potremmo non considerare in un itinerario ideale le chiese anonime medievali?"

E che dire poi dei sotterranei dove quel che rimane non sono solo i resti della chiesa precedente ma anche di domus, di tabernae, di piccole terme, strade o insilae, e mitrei, di cui il più conosciuto e facilmente accessibile è quello di San Clemente? Magari potreste seguire un tour dedicato ai 43 campanili del periodo romanico, dal X al XIII secolo, che forse nessuno riuscirà a trovare tutti e quarantatrè dove i più difficili sono quello di San Gregorio Nazianzeno, Santi Michele e Magno, Santo Stefano del Cacco, Santa Maria della Luce e il più piccolo di San Benedetto in Piscinula e quello sottoforma di rudere a San Biagio in Mercatello, sull'insula del fianco del Vittoriano. Che dire poi del sentiero che considera solo le facciate? E le edicole sacre? E dell'itinerario dedicato alla meditazione e alla contemplazione, con sosta al cimitero acattolico (o "degli Inglesi") in via Caio Cestio, dove Shelley parla ancora co Keats?

Insomma dopo aver letto il libro, che potete comunque anche solamente tenere dentro il vano del cruscotto dell'automobile accanto alla fatidica Guida Touring, in attesa di aprirlo quando vi troverete in giro per l'Italia, è certo che imparerete a visitare i luoghi a piedi, per ammirarne i dettagli con pazienza e dovizia. Non solo Roma e la sua romanità, con le tante vie del Signore sparse in ogni dove che portano lungo chissà quale sentiero tutto da personalizzare, ma questo diario di bordo rappresenta il giusto aiutino per guardare un'Italia meravigliosa da assaporare come fosse un viaggio senza fine, anche se in questo caso dura il tempo di leggere 364 pagine.

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