La prima causa contro un ‘bamboccione’ romano


Bamboccioni di tutto il mondo unitevi! Eh sì, perché stando alle notizie della cronaca di questi giorni, i così soprannominati dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, il loro più acerrimo nemico, stanno alzando la cresta.

Dopo la ragazza che ha vinto la causa contro il padre il quale voleva smettere di mantenerla quando, a 29 anni, non si era ancora laureata, un caso simile si è verificato a Roma. Ma al contrario: qui è un padre 70enne, separato, che chiede al tribunale della Capitale di far cessare l’obbligo dell’assegno mensile di mantenimento (225 euro) a vantaggio del proprio figlio.

Lui, il ‘giovanotto’ ha 36 anni, suona il pianoforte e il suo sogno è quello di fare il musicista, ma finora non c’è riuscito. Stando ai suoi avvocati lui, povero, avrebbe cercato di lavorare ma un impiego proprio non l’avrebbe trovato: un po’ perché c’è la crisi, un po’ per “la sua particolare condizione psicofisica”. In pratica: il ‘ragazzo’ sarebbe molto isolato perché sempre vissuto con madre e nonna. Insomma: sottilmente si cerca di far ricadere la colpa sul padre.

Ma la ‘giovane donna’ di Bergamo e il ‘ragazzone’ romano sono in ottima compagnia: l’Istat ha pubblicato i dato riferibili al quinquennio 2003-2007 sui figli che vivono ancora con mamma e papà. Nel 2003 solo il 20,8% dei giovani tra i 18 e i 39 anni erano fuori di casa, mentre la maggior parte ci rimaneva fino ala vergognosa soglia dei 40. Tra ‘bamboccioni’ il 24% si difende dicendo che resta a casa per motivi di studio o comunque economici e si tratta, soprattutto, di donne. Ed è tra i laureati che cresce la percentuale di autonomia: il 43,7 di loro ha finalmente spiccato il volo.

Ma lui, il difensore dell’indipendenza socioeconomica, il paladino della coppia matura che non vuole più i figli tra i piedi, lui, il Brunetta nazionale, che pure avrebbe ammesso di essere bamboccione a metà (la mamma gli ha rifatto il letto fino ai 30 anni) non molla e propone che i figli se ne vadano da casa a 18 anni per legge. Mi chiedo io con quali soldi, ma ci penserà lui, Renato: in fondo è un ministro senza portafoglio.

Foto | Flickr

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