Il sindaco Alemanno ‘battezza’ due nuovi delegati


Lo sapete quanti calabresi ci sono a Roma? Io non ne ho idea, anche se la mia esperienza trentennale mi suggerirebbe ‘parecchi’, ma devono essere una consistente parte della popolazione, se ieri il sindaco Alemanno ha deciso di creare una delega ad hoc “per i Rapporti con la comunità calabrese”, si legge, conferita al consigliere del Pdl Domenico Naccari.

Un avvio in pompa magna del dialogo istituzionale interregionale, non c’è che dire, che trova il plauso dell’assessore comunale al Patrimonio Antoniozzi, calabrese doc: “Vediamo debuttare la comunità calabrese della Capitale come la prima tappa di un percorso che vedrà le associazioni regionali confluire in una consulta per la valorizzazione delle singole identità territoriali che oggi come in passato contribuiscono a fare di Roma una grande città”.

Sarà. Ma che ne diranno i tanti pugliesi, siciliani, lucani e, perché no, toscani, veneti e milanesi che vivono a Roma? Ma non è tutto. L’altra delega conferita ieri dal primo cittadino va al consigliere Marco Siclari (Pdl), e riguarda i “rapporti con l'università, gli istituti e gli enti di ricerca”. Farà forse meno ridere, ma anche gli atenei della Capitale non è dato sapere di preciso quanti siano e, pensando ai ricercatori, la domanda è se ce ne siano ancora o se si siano estinti, probabilmente morti di fame e di stenti. Come scomparso, o meglio, mai pervenuto, è il difensore civico capitolino.

Foto | Flickr

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