Turisti a Roma: il quartiere Ostiense (prima parte)

GasometroDalPonte

Placido, nonostante la stretta di traffico e grandi vie di collegamento, il quartiere Ostiense è una delle zone più strane in cui può capitare di imbattersi a Roma. Piccolo (copre una superficie di 'appena' 7000 Km2), costantemente vessato da piccoli lavori di manutenzione che non gli restituiscono mai definitivamente la dignità che merita, spesso sconosciuto ai non romani che gli preferiscono i più noti Testaccio e Garbatella, Ostiense vivacchia tra le Mura Aureliane e un'ansa del Tevere come se poco o niente potesse cambiare i suoi ritmi.

Una storia 'rossa' e popolare, quella che lo contraddistingue. Zona di trattorie nella Roma degli anni '50, prese d'assalto dagli operai alloggiati alla Garbatella, 'figli' di quelli chiamati a lavorare al porto fluviale negli anni '20. Fino al 1930 Ostiense era infatti un suburbio, un'area 'oltre quartiere', più piccola e con meno diritti.

Ce n'erano undici, a Roma. Alcuni venivano promossi a quartiere, con ampliamenti e riduzioni di territorio. Ostiense ebbe la stessa sorte, mantenendo però quello status di zona chiusa, quell'autonomia tipica dei rioni romani in cui vigono quasi delle 'leggi speciali': delle regole che li portano ad avere -ciascuno- una storia a sé.

PierPaoloPasolini-Gasometro

Quella dell'Ostiense è la storia dei Mercati Generali, di una quantità di persone che facevano lavori umili, animando le trattorie e una vita di quartiere intensa. Negli anni '50 ancora non si era spenta l'eco delle bande partigiane che avevano mobilitato la popolazione e, negli anni '60, la zona conobbe una certa notorietà anche in virtù del suo 'monumento' più famoso, immortalato nei libri e -soprattutto- nei film di Pier Paolo Pasolini, uno dei tanti che andavano a rifugiarsi nelle trattorie. Il Gasometro svetta ancora sulle costruzioni basse e sul Porto Fluviale, dando all'area circostante un'aria nostalgica e vagamente inquietante da cui, specialmente la sera, vale la pena di lasciarsi assorbire.

Magari seduti ai tavoli dell'ampia terrazza del "Al biondo Tevere", un ristorante-pizzeria aperto dal 1914, dove si gode una vista suggestiva sul tratto di fiume che arriva fino alla Basilica di San Paolo. Un luogo di culto, noto per essere stato un punto di ritrovo in pieno Neorealismo per molti registi (Visconti ci girò alcune scene di "Bellissima" con la Magnani e Walter Chiari) e per aver ospitato a cena Moravia e Pasolini la notte in cui quest'ultimo perse la vita.

I confini dell'Ostiense sono presenti e labili allo stesso tempo. Tranne l'Eur, che da qui non è ancora abbastanza vicino per far sentire la sua 'influenza' ordinata e razionale, Testaccio, Garbatella e l'Ardeatino sono contemporaneamente fuori e dentro le strade del quartiere. C'è un confine aggiunto, però. Il fiume che protegge e nasconde e ha accolto nel tempo questo luogo regalandogli uno spirito diverso. Proveremo a raccontarvelo nelle prossime due puntate, insieme ai soliti consigli pratici.

Quartiere Ostiense: come arrivare.
Metro: linea B dalle stazioni Piramide, Garbatella, Basilica San Paolo e Marconi.
FR1: stazione di Roma Ostiense
Autobus: linee 60 express - 95 - 121 - 175 - 280 - 719 - 30 express feriale - 130 express festiva - 271 feriale - 673 - 715 - 716 - N9


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