100 ottime ragioni per non amare Roma: in un libro

luca leoneSampietrini e omofobia, monumenti e homeless, murales e immondizia: tutto questo è Roma, una madre-matrigna da cui fuggire per più di un motivo e dove rimanere per quasi altrettanti perché. Lo abbiamo chiesto a Luca Leone, giornalista e saggista che per la casa editrice Infinito Edizioni ha appena pubblicato "100 ottime ragioni per non amare Roma", il cui sottotitolo (e almeno due per adorarla alla follia) è tutto un programma.

Oltre alle file alla Bocca della Verità per le foto di rito con la mano nel Mascherone, alle tette sempre marmoree di Paolina Borghese e al tradizionale lancio delle monetine nella Fontana di Trevi, l’Urbe cos'altro è?
Roma è una meravigliosa creatura dell’umana genialità abbandonata a se stessa dai suoi stessi cittadini e da una classe politica – indipendentemente dal “colore” che di volta in volta la amministra – che non la merita, non la capisce, non la ama. È un gigantesco contenitore di storia e di contraddizioni “abitato” – tra Urbe e hinterland – da oltre quattro milioni di esseri umani e quasi tre milioni di automobili. Più motorini, minicar e ogni altra diavoleria del genere. È, Roma, la Capitale incompresa di un Paese in decomposizione culturale e sociale. Perché Roma non è solo dei romani, che non la rispettano, o dei politici, che ne fanno mucca da latte sempre incinta. Roma è innanzi tutto un patrimonio di ogni italiano, di ogni europeo e di ogni essere umano, senza distinzione alcuna di razza, religione,m lingua, sesso. È un patrimonio unico da tramandare e gelosamente custodire. Non un qualcosa di cui fare scempio, come oggi quotidianamente avviene.

Ma quali sono i contrasti che si vivono ogni giorno nella Città Eterna? La risposta dopo il salto.


Ce ne sono molti. Proviamo a raccoglierne qualcuno, in ordine sparso. Pensiamo alla magnificenza dell’architettura romana, alla bellezza, seppur talvolta caotica, delle trasformazioni successive, fino a metà Ottocento, e alla bruttezza, talvolta persino deforme, di quel che è stato costruito dall’avvento dei Savoia in poi, con mostruosità concentrate soprattutto dagli anni Cinquanta del Novecento a oggi (basti pensare a Corviale). Pensiamo, ancora, alla bellezza di quello che una volta era l’agro romano e a quel che è diventato, con quartieri cresciuti come funghi e migliaia di immobili sfitti, perché a Roma ci sono decine di migliaia di case disabitate, ma si continua a denunciare strumentalmente una carenza di alloggi che non trova riscontro alcuno, se non negli interessi dei palazzinari e dei loro sodali. Pensiamo alla Roma del Papa e dei santi e al fiorire delle mafie (ormai ce ne sono quasi un centinaio, attive a Roma e nell’hinterland). Pensiamo alla Roma Capitale comunque opulenta e al record dei senza fissa dimora che ne vivono di notte le strade sempre più pericolose: ormai gli homeless sono oltre 6.000, e questa crisi sta spingendo ferocemente sulla strada persino famiglie intere. Pensiamo alla Roma di Belli, a quella di Gadda e poi a quella di Trilussa: una città comunque viva e gioviale, umana, di cui oggi rimane ben poco, in un clima che si fa vieppiù teso, irrespirabile, violento. Pensiamo infine alla Roma dei palazzi le cui facciate erano dipinte di quel rosso meraviglioso, “romano”, che riempiva gli occhi e il cuore, di cui oggi non rimane più nulla, fuorché il grigio. E potremmo andare avanti ancora a lungo.


Quali ragioni per fuggire?
Nessuna. Inutile fuggire e arrendersi. Bisogna restare e lottare, per cambiare le cose. Per cambiare le mentalità. Quando si fugge si ha sempre torto. Sempre o quasi. E alla fine si viene raggiunti, prima o poi…


Quali e quanti motivi per rimanere?
Tutti. Anzi: tutti e cento quelli elencati nel libro per non amare la città. Non amarla non vuol dire non volerla o non volerci vivere. Vuol dire invece criticarla, anche aspramente, per volerla cambiare. Non si critica chi non si ama.


Quali le variazioni di Stefano Dionisi per fare di questo libro l'omonimo spettacolo teatrale?
Stefano sta lavorando alla commedia. Sabato 9 gennaio al Teatro Le Salette di Roma abbiamo fatto un’estemporanea prova, all’insaputa dei presenti venuti per presenziare alla “prima” del libro, di come potrebbe essere una commedia corale, con una decina di bravissimi attori. So che Stefano è molto tentato dal monologo comico, e il libro si presta benissimo. Mi fido del genio di un grande uomo e amico che mette ogni anno in scena commedie splendide, come l’attuale “Il marchese del Grillo”, in palcoscenico alle Salette, a Borgo Pio, fino al prossimo 24 gennaio. Sono sicuro che sarà una bellissima esperienza, perché in questi anni di presentazioni alle Salette abbiamo capito che il libro è fatto per il teatro e il teatro è perfetto per il libro. Il resto lo faranno il genio e l’umiltà di un grande regista e altrettanto grande attore.

Luca Leone
100 ottime ragioni per non amare Roma
Infinito edizioni
prezzo: 15 euro
pagine 235

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