La Tana della Lupa: La febbre del Toni-Man-Hero


Roma, nel mondo pallonaro (ma non solo), è una piazza incredibile. Esistono dei colpi di fulmine assurdi per questo pubblico unico per passione che sfiora spesso il fanatismo. L'arrivo di Luca Toni nella capitale ha provocato tutta l'astinenza del tifoso giallorosso che da troppo tempo sognava un nome nuovo e importante da inneggiare.

"Tutti per pazzi per Toni", "Gladia-Toni", "Toni-Mania", "fulmini, Toni, e saette!", "Toni da morire", "GinTONIc", sono solo alcuni degli ultimi TormenToni che rimbalzano ovunque fra striscioni allo stadio, radio, giornali, internet e cellulari. La cosa più divertente è che Luca ha giocato sì dal primo minuto (non lo faceva in serie A dal 22 aprile del 2007) contro il Chievo, ma gli è bastata una prova di carattere, senza goal, per far innamorare tutti.

La vittoria faticosa con i veronesi sembra quasi roba sua. Perché si è ritrovato subito da solo lì davanti, senza Totti e senza un altro attaccante, causa espulsione di Doni. Ha lottato, si è procurato un calcio di rigore (fallito da Pizarro), ha rimediato punizioni, e prima della fine è uscito stremato fra gli applausi.

Ranieri poi figurati, non vedeva l'ora di commentare: "Ci ha dato una grandissima mano. Non ha mai smesso di combattere, si è sacrificato, ha dato la possibilità alla squadra di tirare il fiato: meglio di così non poteva fare, si è presentato al suo nuovo pubblico e immediato è nato il feeling perché la gente adora giocatori che lottano come lui...".

Sembrano parole d'esempio dopo lo scarica barile (è un brutto vezzo dell'allenatore) su Menez dopo la rosicata di Cagliari. Speriamo che il francesino, che ha chiesto scusa, non diventi l'agnello da sacrificare, perché resta un campione su cui puntare nel futuro.

Non dimentichiamolo. Ricordiamoci come giocò la partita di Milano (che per altro ha segnato la svolta nel cambio di marcia milanista), e che andrebbe rimpianta, per tanti motivi, più di quella di Cagliari.

Comunque tirando le somme di questo girone d'andata la Roma si accorge di avere più o meno i punti della scorsa stagione (+2). Certo la posizione e le prospettive sembravano insperate. Ora bisogna fare davvero la differenza. E, lo dice la classifica, vale più una vittoria in più che due pareggi, va ricordato in trasferta.

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