Misteri di Roma - le prostitute di Monti

Domenica pomeriggio. Non riuscireste ad immaginare quanto mi sia sentito ingenuo. La signora mi invita ad entrare. Non capisco bene. Atelier? Studio? Artista eccentrica? In ogni caso materiale che interesserà ai miei amati lettori di 06.

Non finisco il mio pensiero che lei ha già finito di squadrarmi. "Andiamo?" - mi domanda accompagnandosi con un cenno della testa.

Riesco a non ostentare la mia ottusità evitando un'imbarazzante controdomanda del tipo "Dove?", e, con diplomazia, retrocedo: "Mi scusi, avevo frainteso.. mi perdoni tanto..". A questo punto ci sarebbero stati bene dei ragazzini 13enni intenti ad ridere e additarmi, ma fortunatamente per la mia autostima non c'erano.

Va bene ok, non so riconoscere una puttana che riceve a casa sua, prendete pure in giro il mio fiuto giornalistico, ma non vorrei parlare solo di questo. La cosa che non smette di stupirmi è che nel rione Monti la prostituzione viene praticata alla vecchia maniera, nelle case e nei bordelli. Singolare anche il fatto è che il sesso mercenario venga offerto solo da donne, come dire, un po' vintage, spero di non offendere nessuno visto che è una cosa che tocca a tutti.

Nella mia passeggiata ho poi avuto modo di constatare quanto la pratica sia più o meno tollerata. Se solo avessi avuto la prontezza per registrare la scena di quella volante che pattugliava pigramente il quartiere. Passando davanti a due corpose signore in oziosa attesa sulla porta, il poliziotto estrae dal finestrino la mano per salutare e, fra qualche riso un po' sommesso delle due, continua il suo turno al volante.

Un po' come la vicenda della truffa delle tre carte, anche in questo caso mi sono chiesto se il malcostume sia tollerato più che altro perché l'illecito viene consumato solo a livello teorico che in sostanza.

Mentre mi allontano in cerca di altri post, mi rimane solo un rammarico: perché non ho provato ad intervistare la signora del bordello? Magari non avendo molto altro da fare si sarebbe fatta due risate. Magari non le avrei chiesto molto del suo mestiere (per questi aspetti lubrichi ci pensano già fin troppo "Le Iene"), magari invece mi avrebbe raccontato qualche storia incredibile di Monti, qualche cliente assurdo, magari avrei potuto condurre la discussione fino al tormentone di 06blog, i kebabbari migliori della città. O forse mi avrebbe tirato dietro una ciabatta.

Voi che dite? Proviamo a tornare e fare l'intervista? Ci sono domande (magari non oscene!) che vorreste fare ad una storica prostituta di questo storico quartiere di Roma?

foto | Activitaly

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