Enrico Brignano. Sono romano ma non è colpa mia.

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Quando sei romana come me, nata, cresciuta e pasciuta con generazioni di ‘Romani de Roma’ che non si pongono il problema di esserlo, impari subito a riconoscere chi ne incarna con leggerezza lo spirito, rispetto a chi non riesce ad essere altro che una macchietta volgare e scontata.

Forse è per questo che non mi stupisce il successo di un romano come Enrico Brignano, apprezzato a teatro, in tv, al cinema e in libreria, perché come recita il suo ultimo spettacolo in tour per l’Italia e la sua fatica letteraria edita da Rizzoli: Sono romano ma non è colpa mia. Sottotitolo: Dimmi se ci fai e ti dirò chi sei.

Simpatico, spontaneo, sboccato quanto basta e sempre convincente, Enrico Brignano più che recitare racconta se stesso riflettendo ad alta voce, e partendo da una famiglia allargata, di nonno in nonno, arriva fino a nonno Romolo, primo re di Roma, regalando una guida comica ai misteri di Roma e dei suoi abitanti.

Io sono romano ma non è colpa mia. Quella è mia madre,
che si impuntò con mio padre: «Mio figlio deve nascere
nella Capitale, come minimo dev’essere capitalista».
A scuola, poi, studiando la storia, presi coscienza di quale
grande onore fosse essere un cittadino romano. Roma, da
quello che ho capito, fu fondata senza piano regolatore,
tutta abusiva, il 21 aprile del 753 a.C., da non confondersi
con la D.C. che venne molto dopo per condonare tutto
quello che era stato costruito abusivamente prima…

ma se questo non vi basta vi lascio con un assaggio più esplicitò della sua comicità tutta romana...

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