Capodanno nel piatto: a Roma è così


Se siete di quelli che non amano veglioni trendy, cenoni supercostosi in ristoranti di lusso e notti scatenate in discoteca, ma il vostro ideale di festa dell’ultimo dell’anno è un tranquillo ritrovo tra amici, magari una cena in piedi in cui ognuno porta qualcosa, ecco qualche consiglio per non fare buona figura e mantenersi nella tradizione capitolina.

Secondo i puristi, sia durante il cenone del 31 che al pranzo di Capodanno, devono consumarsi alimenti portafortuna che nella simbologia significano soldi: via libera, dunque, alle classiche lenticchie (che a Roma vengono preparate in umido, cioè al pomodoro), ma anche a riso e chicchi d’uva o melograno. Che scegliate pesce o carne, poco importa: nel primo caso la tradizione prescrive salmone o crostacei; nel secondo carne di maiale. Entrambe le scelte augurano benessere e prosperità per l’anno nuovo.

Tra gli antipasti, ottima scelta un misto all’italiana, tra salumi e formaggi, oppure tartine assortite per quel fingerfood che va molto di moda. Tra i primi gettonatissima la classica lasagna al ragù, ma vanno bene anche le pennette alla vodka. Per il seguito meglio stare leggeri con spinaci o carciofi alla romana, ma anche le puntarelle da servire con salsa alle acciughe e aceto. Dolci: meglio preferire il romano pangiallo, e poi i fichi secchi e i datteri.

Foto | Flickr

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