Poco lavoro, i braccianti indiani tornano a casa


Quello che non potè la Lega Nord, riuscì ad altri e più coscienziosi soggetti. Cioè fermare il flusso di emigranti - nella fattispecie quei lavoratori provenienti dal Punjabi che si trovano a lavorare nei campi laziali e in particolare in provincia di Latina.

La sala operativa sociale di Prefettura e amministrazione provinciale (che si compone anche di volontari) invierà comunicati in lingua punjabi direttamente in India per avvisare che non è un buon momento per partire. Spiega Gugliemo Bove, della sala operativa: "In questo momento ci sono molti disoccupati e i più fortunati riescono a lavorare quattro ore al giorno con una grande diminuzione del salario orario per i braccianti in campagna".

"Fino a qualche mese fa era fermo intorno ai 3 euro l’ora. Ora siamo a 2 e 70, ma si scenderà senza dubbio". L’area del profitto, tra l'altro, si sta spostando verso l'esodo stesso degli immigrati: tre anni di viaggio per raggiungere l'Italia per un costo anche di ottomila euro. Un business per chi non ha scrupoli. A queste condizioni, meglio starsene a casa con la famiglia.

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