La storia infinita della guerra dei taxi romani


La guerra tra i tassisti ed il comune di Roma potrebbe ancora continuare a lungo, forse anche 2-3 mesi. Nonostante la firma, alcuni giorni fa, di un accordo tra il Campidoglio e sette sigle sindacali di autisti di auto bianche, i falchi del movimento, Loreno Bittarelli del 3570, Carlo Bologna dell’Ait più altri rappresentanti di altre cooperative, hanno deciso di non fermare il loro scontro con il sindaco Veltroni e, pur annunciando lo slittamento dello sciopero dal 28 novembre al 5 dicembre, hanno annunciato chiaramente di essere pronti “anche a 1-2-3 mesi di agitazione e lotta”.

Abbiamo cantato vittoria troppo presto, credo. L’accordo siglato tre giorni fa, infatti, per i duri e puri del movimento “non rappresenta la categoria”, che invece sarebbe più unita che mai e pronta ad incrociare le braccia. I motivi? I soliti chiaramente. No al satellitare e no all’aumento di 1000 licenze, numero a cui si era arrivati dopo lunghe trattative.

I tassisti estremisti nei prossimi giorni porteranno in Campidoglio un loro pacchetto di proposte. Non è ancora dato sapere cosa conterrà il loro progetto. “Se, però, Veltroni non ci ascolterà – hanno detto in coro i due caporioni dei tassisti – sciopereremo e poi attueremo altre forme di lotta. Sapete tutti – hanno concluso – quale sia la nostra forza”. Insomma, dalle trattative alle minacce passando per il Campidoglio.

Non sarà il caso di far sapere una volta per tutte a tassisti e Istituzioni cosa ne pensa l’opinione pubblica? Che ne dite voi?

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