Pendolaria 2009: a Roma il primato dei treni in ritardo

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A Milano, più di un convoglio su due porta oltre 5 minuti di ritardo; a Roma il 54% dei treni va oltre i 5 minuti considerati “accettabili” dalla Carta dei Servizi sottoscritta dalle associazioni dei consumatori: che fine ha fatto il “Progetto 1000 treni per i pendolari”? Lanciato due anni fa, è rimasto sulla carta. Di nuovo sotto il sole c'è "solo" un accanimento che trova riscontro con i numeri, sul nemico numero uno in materia: la strada, che l’Italia finanzia con risorse pubbliche pari al doppio rispetto a quelle previste per le ferrovie nazionali e regionali.

Si può aggiungere altro, per esempio che nel Lazio i finanziamenti tra il 2003 e il 2009 hanno visto transitare nella “voce” strade ben 531,37 milioni di euro, contro 42 destinati alle ferrovie e 144 alle metropolitane? Perché è certo, gli italiani sono un popolo di... pendolari: 2milioni 630mila quelli che si spostano in treno ogni giorno da e per le città, 200mila viaggiatori (+8,2%) in più rispetto al 2007. Eppure il 67% delle risorse statali va alle strade e in metà delle regioni non arriva neanche lo 0,1% del bilancio riservato ai pendolari.

Sono dati forniti da Legambiente, che oggi ha presentato il quarto rapporto Pendolaria, dove si parla di stazioni, convogli, vagoni, orari, collegamenti intermodali, igiene e comfort: ossia, il meglio e il peggio del servizio ferroviario pendolare italiano. Non resta che porsi degli obiettivi: “Invertire la rotta, ora. Spostare gli investimenti dalle strade alle ferrovie per il bene del Paese, dei cittadini e dell’ambiente: 4 milioni di pendolari su ferro al 2020 per vincere la sfida del clima”, fa sapere Legambiente, secondo cui l’odissea del pendolare inizia quando comincia il ritardo del treno (35% dei convogli è in ritardo di oltre 5 minuti).

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