Il Flaminio è piccolo: il rugby lascia Roma?


Il successo della partita giocata allo stadio Meazza di Milano contro la Nuova Zelanda, travolge il piccolo Flaminio. Il Comitato che gestisce il Sei Nazioni ha detto che, in virtù della potenzialità di pubblico raggiunto in Italia, non sarà più possibile continuare a disputare incontri in una struttura che contenga appena trentamila persone. Pertanto quella del 2011 potrebbe essere l'ultima edizione romana (a meno che l'Olimpico non apra alla palla ovale), e a meno che il secondo stadio della Capitale non venga ampliato di almeno diecimila unità.

Cosa difficile, in quanto la struttura è un opera di rilievo nazionale perché disegnata disegnato dall’architetto Nervi per le Olimpiadi del 1960. E che inoltre, tanto per non farsi mancare nulla e per dare valore al luogo comune secondo cui a Roma dovunque si scavi esce qualcosa, durante gli ultimi lavori di ristrutturazione è sbucato un mausoleo del I secolo d.C. Entro febbraio la federazione italiana dovrà dare una risposta sulle sorti del rugby capitolino. Si andrà verso un compromesso?

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