Caravaggio torna a Roma


La dipinse 400 anni fa in quella che a quel tempo era la capitale mondiale dell’arte e del cristianesimo. Da allora, però, scomparve nel nulla, per anni, offesa da secoli di polveroso oblio e degradata da grande opera di Caravaggio a pittura di un suo discepolo, o peggio, a volgare imitazione. Quella tela, però, è tornata finalmente a Roma, e da domani i romani e non potranno finalmente ammirarla. Parliamo, naturalmente, della tela dei Santi Pietro e Andrea, un’opera di quell’immenso artista che prende il nome di Caravaggio.

L’opera verrà esposta da domani, 21 novembre, fino al 31 gennaio 2007 nell'ambito della mostra “Caravaggio. Capolavori nelle collezioni private”, a cura di sir Danis Mahon e Mina Gregari negli spazi del Gate - Termini Art Gallery (nella stazione Termini), una delle “gallerie” più interessanti della Capitale.

Sulla bellezza della tela non posso dire nulla di più che banalità, ma è evidente la sua straordinarietà. Sulla storia dell’opera, invece, qualcosa si può dire. Il quadro fu acquistato nel 1637 da Carlo I per poi scomparire nel nulla per secoli fino alla causale scoperta nei magazzini della Royal Gallery di Hampton Court. Il tempo l’aveva annerita di sporcizia e incrostazioni. Inoltre mani meno esperte l’avevano addirittura sporcata con altri colori rischiando di danneggiarla quasi irrimediabilmente. Solo un restauro recente ha, così, portato gli esperti a pronunciarsi sulal sua autenticità ed ora, finalmente, questo capolavoro torna a casa a tutti gli effetti, salvo poi tornare a Londra per arricchire i suoi già imponenti musei.

Vorrei menzionare infine la grande novità dello spazio dove verrà esposta la tela di Caravaggio. Il Termini art Gallery è un luogo meraviglioso, già in passato testimone di mostre fotografiche di primissimo livello (me ne ricordo una incredibile sulla Globalizzazione ed una commovente su Mastroianni di Tazio Secchiaroli). Uno spazio, oserei dire, che permette di respirare l’arte a stretto contatto con i mille volti della multietnicità delle metropoli contemporanee, determinata in questo caso dai tanti visitatori-viaggiatori e dalla vicinanza con il vicino quartiere Esquilino. Se Roma sta crescendo e sta raggiungendo Parigi, Berlino e Londra per offerta culturale, lo si deve anche a luoghi come questi.

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