Antropologia urbana: il Babbo Natale anomalo


Il vero problema di questo Babbo Natale non è affatto l'essere già di ruolo il 19 di novembre. Il suo errore più evidente è semplicemente il fatto che sia lui il mezzo di trasporto della sua renna, e non viceversa.

Se la carica in spalla, e via. Non un tentativo - anche disperato; magari solo plateale - di sedersi sulla slitta e dare il primo "oh, oh, oh", sempre magico e trainante.

Quando smonta, finito il turno, è la renna che monta su di lui; e lui, cervide in spalla, torna a casa; tranquillo come se non stesse infrangendo neanche un sogno di bambino cresciutello; ma neppure tanto contento, come se il suo fosse un mestiere come un altro, e non avesse trascorso il pomeriggio a gonfiare palloncini a forma di immaginazione.

Avessi solo avuto un vent'anni in meno, non ci sarebbe stato modo più atroce di smettere di credere in lui.

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