Venerdì 13: al cinema c'è la fine del mondo del 2012

Ci siamo. Al cinema stasera c'è la fine del mondo. Oddio, non è proprio come chiedeva Ligabue (cantando i REM), perché si tratta più di un'anteprima che della scadenza precisa: 21 dicembre 2012. Ma tant'è, tutti l'attendono. Nemmeno fosse Godot.

I cinema romani (ieri c'è stata la presentazione ecosostenibile all'Embassy) si preparano all'invasione dei catastrofans, e ovviamente serpeggiano già appassionanti polemiche fra i cultori del cult. Intanto, sulla scena che più ci ha colpito (a furia di rivederla nei trailers rischia quasi di non sorprendere) da vicino: Il crollo del Cupolone.

Non c'è bisogno di essere credenti per riconoscere San Pietro fra i simboli di Roma. Ebbene, dato che nella sequenza si nota prima la crepa sulla volta della Cappella Sistina fra Adamo e Dio (scena che piace molto allo stesso regista Emmerich), quindi la cupola di Michelangelo che rotola sulla folla in piazza, qualcuno si chiede se gli americani, e il tedesco che li dirige, credano che i due simboli (cupola e cappella) si trovino nel medesimo posto.

Del resto, parlando di Giudizio Universale, i rimandi sono azzeccati, anche se proprio per questo, lo stesso regista tedesco (che crede più nello Zio Tom che nello zio Joseph) accende la miccia per la tipica rissa da bar europa (Vespa ci farà una puntata?). Sì, perché Il film non risparmia nessuno, fra opere d'arte, civili, politici e grandi religioni, eccetto una: quella islamica.

"Io credo davvero che le religioni abbiano danneggiato l’umanità e continuino a farlo. E se si riferisce all’islam, Harald mi ha detto che non ne avrebbe scritto perché non voleva una fatwa sulla testa a causa di un film. E aveva ragione, il che dimostra un certo lato dell’islam" dichiara il valchiriano Roland, che aggiunge "Se prendi di mira Gesù e il cristianesimo va bene, ma se fai qualcosa sull’islam e su Maometto che è considerato poco rispettoso sei nei guai". Ecosissia.

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