Día de Muertos a Roma

Día de Muertos_Calavera Catrina

In questa giornata particolare molti di noi rendono omaggio alla festa cattolica di Ognissanti, altri festeggiano Halloween, mentre in Messico si festeggia il Día de Muertos, una festa gioiosa e colorata per ricordare i cari estinti con fotografie, oggetti e pietanze che in vita piacevano al defunto.

La tradizione popolare dedicata all’accettazione della morte come parte integrante della vita, che si celebra in Messico e negli altri paesi dell’America Latina da almeno tremila anni, oggi viene festeggiata anche a Roma, nella sala dell’Istituto Cervantes, in Piazza Navona 91.

Mentre la musica dei Mariachi Romatitlán si diffonde nell’aria, per curiosi e cultori della tradizione, dalle ore 18,00, si potrà ammirare il tipico “Altar de Muertos”, vero capolavoro di arte simbolica per accogliere gli spiriti erranti, realizzato dalla Comunidad Mexicana de Roma insieme al Laboratorio di Artigianato Artistico Macías, visitabile ad ingresso libero e gratuito fino al 4 novembre 2009.

L’Altar de Muertos, conosciuto anche come “offerta ai morti”, è una perfetta testimonianza di come la visita dei defunti sia motivo di festa e non di dolore, simbolo dell’ingresso nel mondo dei morti e ricco di Calavera Catrina e “calaveritas”, ovvero i teschi realizzati con ogni genere di materiale compreso lo zucchero, di cui i tre più grandi simboleggiano la Santissima Trinità.

A caratterizzare l'Altar de Muertos sono anche il Calaveras de dulce, teschi di marzapane decorato con il nome del defunto e il Pan de muerto, un pane dolce a forma di croce o di teschio, solitamente ricoperto di zucchero che rappresenta l’eucarestia, il papel picado carta velina colorata che rappresenta il vento e la gioia dei parenti per il ritorno dei loro defunti.

Ceri e candele simboleggiano il fuoco per illuminare ai morti la via del ritorno nel mondo dei vivi. L’acqua rappresenta la purezza delle anime ed è collocata sull’altare per rinfrescare le labbra dei defunti esausti dal viaggio, mentre un fiore chiamato cempasúchil guida gli spiriti con il suo aroma, e un’immagine delle anime del purgatorio ne facilitare l’uscita degli spiriti.

Grazie all’Ambasciata del Messico, la Comunidad Mexicana de Roma e l’Istituto Cervantes di Roma, possiamo assistere ad modo certamente diverso di accettare la morte e rendere omaggio a chi ha lasciato questa vita ma non i nostri cuori, un rituale affascinante, forse anche un piccolo aiuto per guardare con occhi diversi quello che non siamo in grado di evitare. La Morte.

  • shares
  • Mail