Viados e Trans: la mappa della prostituzione a Roma

ViaDeiCapocci

Non sarà certo la vicenda Piero Marrazzo a interrompere gli affari di chi lucra sulla prostituzione, certo è che - come spesso accade dopo simili polveroni - tutti tendono al silenzio e un fenomeno quotidiano e tristemente noto come quello della vendita dei corpi diventa quasi invisibile, almeno finché non passa la tempesta.

Il cambiamento è già in atto da un anno, come testimoniano, inchieste, indagini e accertamenti delle Forze dell'Ordine. Meno adescamento in strada, più discrezione e privacy per i clienti. Meno commercio sulle grandi strade periferiche, più contrattazione per le vie del centro. La tecnica è sicura e invisibile: bigliettino con nome e numero di telefono dato furtivamente, abbigliamento discreto.

Resistono comunque i luoghi 'tradizionalmente' famosi. Le campagne attorno al Raccordo, via Salaria (che di notte diventa pericolosissima per gli automobilisti di passaggio non interessati all'offerta), la corsia laterale della Cristoforo Colombo, la zona del Villaggio Olimpico più prossima a Corso di Francia e gli angoli meno illuminati del quartiere Flaminio e di Ponte Milvio. Oltre alle irriducibili e popolane di via dei Capocci, in pieno Rione Monti.

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