Roma senza palme nel 2015, è allarme

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Emergenza ambientale: in pochi anni Roma potrebbe restare senza palme. Il colpevole non è un misterioso giardiniere impazzito, ma un agguerrito parassita chiamato il "punteruolo rosso" (Rhynchophorus ferrugineus): insetto asiatico arrivato qui attraverso il Nord Africa che attacca i germogli della pianta e provoca la caduta delle fronde.

Le piante (palme canariensi: Phoenix canariensis) a Roma sono quasi cinquemila, con un'età media di 70, 80 anni e rischiano tutte. Il primo attacco è avvenuto quest'estate sul litorale Pontino, ma avanza inesorabile. Infernetto e Ostia le zone più colpite. "Per quelle già malate non si può fare nulla - spiega lo storico degli alberi Antimo Palumbo - ma dobbiamo sbrigarci per proteggere le altre": il problema è evitare il contagio. Bisogna abbattere le piante malate e smaltire i resti in modo appropriato. Molto spesso i resti infetti vengono abbandonati sul ciglio della strada e questo non fa che aumentare i rischi.

I privati sono obbligati a segnalare l’attacco del parassita al Servizio fitosanitario regionale e compilare una scheda. Finora i risultati però sono scarsi, colpa anche dell’alto costo delle operazioni (circa 700 euro). Costosi anche i trattamenti (200-300 euro a palma) e per di più, dannosi per la salute, anche se gli alberi di Palazzo Doria Pamphili di via del Corso si sono salvati così. La speranza è di non veder sparire questi esotici 'monumenti verdi', che ormai caratterizzano la nostra città quanto quelli di marmo.

Foto | Flickr

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