Il MEI: Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. A Roma per ricordare

emigrante meridionale in partenza per Milano dalla Stazione Termini di Roma_'70_Archivio Fotografico Ferrovie dello Stato_Roma

Mia nonna mi raccontava di quando a nove anni è arrivata da sola a Roma dal paesino, mi raccontava del viaggio di suo padre a Buenos Aires, mia zia di quello della sua famiglia in America, ho anche zii che sono andati in Francia e in Germania per lavorare e non sono mai tornati, ma se mi chiedete cosa significa emigrare non lo so davvero.

L’esperienza migratoria, estranea alla nostra generazione di giramondo per passione, è invece un fenomeno che ha riguardato molti dei nostri avi e consanguinei, che in tempi di crisi sono andati incontro al destino armati solo di sogni e fagotti, influenzando il sentimento d’identità nazionale del popolo Italiano.

Per questo, a due anni dal 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia (17.3.1861) e del 100° anniversario dell’inaugurazione del Vittoriano, simbolo della comunità degli italiani in Italia e nel mondo, si riflette su quello che significa 'essere e sentirsi italiano', ricordando l’esperienza migratoria con una mostra al Vittoriano che inaugura il MEI: Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana.

Grazie al tanto atteso nuovo museo, nato negli spazi della Gipsoteca del Complesso del Vittoriano, ingresso Ara Coeli, e forse un giorno anche itinerante, l’immenso patrimonio storico e culturale italiano che narra le storie “dell’Italia raminga” cantata da Giovanni Pascoli dalle origini a oggi, sarà a disposizione del pubblico, attraverso fotografie, cimeli storici e ricostruzioni. Oltre al catalogo edito da Gangemi.

La mole di materiale proveniente da Musei ed Enti Prestatori, oltre a quello di numerosi privati che hanno partecipato con un contributo e una testimonianza della propria storia familiare, varierà ogni sei mesi in un percorso storico-cronologico articolato tra tabelle didattiche, documenti originali, fotografie, lettere autografe, testi rari, video d'archivio, film storici, musica, giornali e riviste d'epoca, frasi significative, oggetti caratteristici, date salienti.

... dai quaderni di scuola recuperati dalla Società Dante Alighieri a due organetti originali utilizzati per le vie di Buenos Aires da migranti siciliani a inizio secolo, fino al modellino della nave Roma, una delle prime a effettuare le traversate transoceaniche e a portare in America gli emigrati a livelli “industriali”.

A questi si aggiungono anche una ricca biblioteca e un documentario realizzato con il coinvolgimento di dieci registi che hanno parlato nei loro film del tema dell'emigrazione, tra i quali: Emanuele Crialese, Enrico Magrelli, Citto Maselli, Giuliano Montaldo, Carlo Lizzani, Pasquale Squitieri, Gabriele Salvatores, Daniele Vicari, Nello Correale, Pasquale Scimeca.

Ora più che mai, l’esperienza di milioni di italiani che sono partiti come romani, siciliani, veneti o napoletani e hanno “fatto gli italiani” all’estero in terra straniera, diventa preziosa per ricordare e rendere omaggio al loro coraggio e al loro contributo, ma anche per riflettere, in un momento storico che vede il nostro paese accogliere flussi migratori in cerca di un lavoro e una vita migliore, mentre tanti italiani in grado di condividerne speranze e patemi, come mia nonna e mia zia, non ci sono più.

Nell'immagine, un emigrante meridionale in partenza per Milano dalla Stazione Termini di Roma, dei primi anni 70. Archivio Fotografico Ferrovie dello Stato di Roma.

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