Roma: panchine nuove "anti bivacco" per i problemi di sempre

Panchina-rotto-parco-Roma

Le panchine di Roma, almeno quelle che stanno ancora in piedi, sono da sempre uno dei pochi sollievi cittadini alla facile portata di chi sente il bisogno di riposare, bivaccare o schiacciare un pisolino, pur avendo un tetto sulla testa.

Posso solo immaginare cosa significhi una panchina per chi non ha altro, comunque, dopo i provvedimenti del comune per lavavetri, parcheggiatori abusivi, writers, artisti di strada o venditori d’accendini, un pensiero è andato anche ai circa seimila homeless della capitale, cifra stimata dallo studio a supporto delle iniziative a sostegno dei 'senza fissa dimora' promosse dall’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini e da Commercity, in collaborazione con la Rete della Solidarietà e con la Comunità di Sant’Egidio.

Un pensiero si, perché l’arrivo dal 2010 di nuove panchine anti-bivacco, provviste di braccioli divisori che rendono quanto meno scomodo sdraiarsi, anticipato dall’assessore capitolino all’ambiente Fabio De Lillo, pur togliendo un comodo giaciglio ai senzatetto, almeno a quelli che non ripiegheranno su posizioni più creative, non sembra intaccare minimamente il problema.

La nuova condizione spingerebbe solo molti ‘senza fissa dimora’ a ripiegare su altre soluzioni. Oltretutto le nuove panchine (in zona Prati già dal 2007) destinate almeno per il momento ai luoghi senza controllo, non sembrano affatto immuni al destino che i vandali infliggono a tutte le panchine del mondo, e per il quale forse dovremmo spendere qualche riflessione in più, prima di destinargli progetti e risorse dei contribuenti. Opinione a quanto pare condivisa da monsignor Vittorio Nozza della Caritas e dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno, che hanno reagito alla proposta con un secco No!.

Foto: 06

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