Il nido dell'Aquila: solidità e polveri bagnate


Otto partite di campionato, la metà giocate sul prato dell'Olimpico, alternando prestazioni encomiabili e giornate storte. Ieri si è presentata a Roma la Sampdoria rivelazione di Cassano e Delneri e il risultato è stato un pari e patta con qualche recriminazione doriana (tendenzialmente giusta) sulla direzione di gara del signor Orsato. Cosa manca alla Lazio per essere, lei stessa al pari delle genovesi, una rivelazione del campionato?

Forse qualche rete in più. Ieri gli attaccanti avevano le polveri bagnate - e il pensiero va a Pandev: sarebbe cambiato qualcosa in campo con la presenza del macedone? Ma la domanda non ha senso, andiamo avanti. Dicevamo dell'attacco. Rocchi, rientrato dall'infortunio, ha fatto quel che ha potuto e servito a Matuzalem il passaggio per il pareggio. Zarate, indiscutibile sul piano tecnico, sembra un poco fuori dal gioco: ovvero, datemi la palla che ci penso io.

Rispetto alla Lazio di Rossi c'è (per ora) meno spettacolo ma maggiore solidità difensiva. Bene Muslera e Kolarov, da rivedere Cribari. Giovedì arriva Giuseppe Rossi con il suo Villareal, domenica si andrà al San Nicola di Bari. Due clienti impegnativi e opposti: gli spagnoli spumeggianti in attacco, i galletti eccellenti in difesa. Il miglior banco di prova per le ombre e le luci biancocelesti.

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