Se la Banda della Magliana fa tendenza tra i coatti

Felpe Banda della MaglianaChissà se Michele Placido prima di portare nelle sale la trasposizione cinematografica di Romanzo Criminale (opera del giudice Giancarlo De Cataldo) aveva immaginato che questa pellicola sarebbe diventata il cult movie dei coatti.

D’altra parte mettendo a recitare gente del calibro di Pierfrancesco Favino, Riccardo Scamarcio, Kim Rossi Stuart nella parte dei principali esponenti di una nota cosca della Roma anni ’70, la Banda della Magliana, il rischio che qualche giovane romano subisca almeno platonicamente il fascino della delinquenza effettivamente c’è.

Se poi nella pellicola ci aggiungi qualche truce omicidio e qualche forbito dialogo del tipo "Io te lo appoggio – Io invece te lo spingo" il gioco è fatto, il coatto medio alla visione del film è colto dalla sindrome di Stendhal.

E così, lo vedi documentarsi su quella che aveva sempre creduto fosse un noto gruppo orchestrale della periferia di Roma. Lo vedi sognare di essere il Dandi, il Libanese, il Freddo, anzi, er Freddo.

E soprattutto lo vedi meditare di voler ricostituire questa famigerata Banda della Magliana, magari con l’ausilio degli amici del bar: er caccola, er sojola, er pomata e, last but not least, er patata, immancabile in ogni compagnia.

E poi? Credi forse che il coatto non abbia pensato anche all’abbigliamento del provetto delinquente alias futuro villeggiante del minorile? Ci ha pensato, eccome se ci ha pensato.

Anzi, diciamo che il marketing ci ha pensato per lui. Dopo le indimenticabili Pickwick, Napapijri, Diesel, ecco spuntare le felpe della Banda della Magliana come quelle che vedete nella foto. Inutile dirvi che già da diversi mesi stanno andando a ruba nella capitale. Che amarezza!

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