Linea C: dagli scavi a Piazza Venezia riaffiora l'Ateneo di Adriano

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Come da consuetudine ogni scavo a Roma riserva qualche sorpresa, così dopo la scoperta della struttura che forse sosteneva la sala da pranzo rotante di Nerone sul Palatino, a Piazza Venezia di fronte all'Altare della Patria, gli scavi per la metro della linea C, hanno portato di nuovo alla luce l'Ateneo di Adriano, costruito nel 133 dopo Cristo per ospitare poeti, retori, filosofi, letterati, scienziati e magistrati.

La perduta e tanto cercata scuola dei filosofi, costruita con una doppia scalea contrapposta, come nella Camera dei Lord sul modello di quello visto nel tempio di Atena ad Atene, consentirà quindi di musealizzare un edificio sconosciuto (non è presente nella Forma Urbis, la pianta del 203-211) vicinissimo all'uscita della nuova metro C, i cui lavori verranno solo deviati di pochissimi metri dal sito di ritrovamento.

A quanto pare, nel 2008 durante un primo sondaggio accanto alla chiesa di Santa Maria di Loreto, a piazza Venezia apparve una scala monumentale, con gradini che il soprintendente archeologo Angelo Bottini dichiarò sembrare "fatti più per stare seduti che per essere saliti".

Ora la scoperta della "scala gemella" da corpo all'ipotesi dell'Athenaeum e alle gradinate dell'aula magna che Aurelio Vittore definisce ludum ingenuarum artium, con al centro un pavimento in granito con listelli color giallo antico, allo stesso livello e dello stesso tipo delle biblioteche che Adriano fece costruire ai lati della Colonna di Traiano, 50 metri più in là.

Gli scavi devono essere ultimati, molte ipotesi ancora confermate, tanti tesori ancora catalogati. L'unica certezza è che a pochi metri sotto di noi ci cono tutti gli strati della Roma che abbiamo sepolto, in qualche caso dimenticato e ogni tanto tornano a ricordarci quello che facciamo da secoli, nella speranza che in futuro non ripeteremo gli stessi errori. Del resto il passato serve a ricordare, apprendere, riflettere, crescere, progredire ... anche se crescita e progresso spesso vengono usati come alibi per seppellire, dimenticare, regredire ...

Foto | Repubblica

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