Quattroruote e il limite dei 30 a Roma: irragionevole, nessuno lo rispetta

Limite 30km/hPoche settimane fa Sergio Marchi, assessore al traffico del comune di Roma, aveva promesso: il limite dei 30 km/h verrà esteso progressivamente a tutte le zone della città.

Si parte dalle perpendicolari del Lungotevere, tra Corso Rinascimento e Corso Vittorio Emanuele, le trasversali di via del Babuino e via Ripetta e alcune parti di Trastevere e Testaccio, a seguire le zone semicentrali o periferiche.

Per verificare l’effettiva utilità di questi limiti gli inviati di Quattroruote, telelaser alla mano, si sono recati lungo le arterie dove il divieto di superare i 30 km/h già è in vigore da tempo.

I risultati sono quelli pubblicati nel fascicolo di Ottobre 2009 e che noi vi anticipiamo in questa sede. Partendo da Via Giolitti dove il limite vige solo per i mezzi pesanti (massa superiore alle 7,5t) tre autobus di fila hanno raggiunto velocità comprese tra i 36 e i 38 km/h, mentre i furgoni più grandi viaggiavano mediamente oltre i 40.

In Corso Vittorio Emanuele II le auto private e i taxi (con punte di 56km/h) viaggiano mediamente tra i 40 e i 50Km/h, mentre gli autobus anche qui si attestano tra i 36 e i 38 km/h.

Passando a via del Mandrione, dove tra l’altro non mancano dossi artificiali, su 20 veicoli immortalati solo 4 non superavano i 30 km/h con il sospetto che i loro conducenti abbiano rallentato alla vista del telelaser.

Stesso discorso per Viale Appio Claudio e per l’ingresso Ztl di via Panisperna: quasi tutti gli automobilisti superano il limite dei 30, ma difficilmente viaggiano oltre i 50 km/h.

D’altra parte le caratteristiche delle strade menzionate rendono innaturale viaggiare a velocità superiori al classico limite cittadino, mentre la soglia dei 30 è a quanto pare troppo bassa per poter essere rispettata anche dagli automobilisti più diligenti.

In sostanza se il limite venisse accompagnato da meccanismi o strumenti sanzionatori per i trasgressori (autovelox ecc.), sarebbe fin troppo severo considerata l’esigua velocità superabile con un leggerissimo filo d’acceleratore.

Se invece tali meccanismi dovessero mancare, ci troveremmo di fronte ai soliti divieti all’italiana che rimangono tali solo sulla carta. Meglio affidarsi al classico limite dei 50.

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