Linea C: capolinea Farnesina, Linea B: ecco i nuovi treni - E per la metro D si pensa alle risorse dello Stato


Il capolinea della metro C nel 2015 non sarà più Clodio ma Farnesina ed in mezzo ci sarà la stazione Auditorium. Da ottobre otto nuovi treni Caf con aria condizionata faranno il loro esordio sulla linea B. E per la metro D, ribadita l'apertura dei cantieri a inizio 2011, si pensa di coinvolgere lo Stato per il 25% delle spese totali.

Sono tre conferme che fanno molto piacere quelle arrivate stamani dall'Amministratore delegato di RomaMetropolitane, Federico Bortoli, e dall'assessore ai Trasporti del Comune Sergio Marchi. Il manager di RomaMetropolitane ha ribadito in primis che spostare il futuro capolinea della linea C da Clodio a Farnesina, e farlo con l'attuale pacchetto di interventi finanziari con chi già oggi sta realizzando l'opera, "è un ipotesi reale e concreta. Entro l'anno aspettiamo il via libera del ministero delle Infrastrutture e del Cipe con i quali i contatti sono in fase avanzata".

Per i treni della linea B Marchi ha invece fatto sapere che "dalla fine di ottobre cominceremo a consegnarne uno al mese. Per ora si tratta di 8 nuovi treni forniti dalla Caf". Ma l'obiettivo resta il rinnovo totale della flotta per il 2011.

Capitolo metro D infine. Per la quarta linea di underground romano Bortoli ha detto che sembra essere tramontata l'idea di far salire la quota dei privati nei costi di realizzazione.

"Siamo fiduciosi invece- ha detto- che il ministero delle Infrastrutture inserisca la linea D nella legge obiettivo. Recentemente lo stesso ministero, molto interessato al progetto, ha stipulato con la Bei (Banca europea per gli investimenti) una linea di credito per 14 miliardi di euro da utilizzare per progetti pronti ed in fase avanzata su cui ci sia condividsione da parte di tutte le forze politiche. E questo è il caso della linea D".

"A marzo l'opera potrebbe essere inserita nella legge obiettivo- ha aggiunto Bortoli- in questo modo potrebbe salire la quota del pubblico rispetto ai costi di realizzazione: il 25% potrebbe andare a carico dello Stato, il 25% a carico di comune e regione ed il restante 50 a carico dei privati". Accantonata, per il momento, l'idea di far salire la quota dei privati stessi, ha aggiunto Bortoli: "con questa congiuntura- ha detto- e' difficile pensare che i privati possano ottenere nuovo credito dal sistema creditizio".

Per quanto riguarda il coinvolgimento della Regione, fino ad oggi inedito, Bortoli ha spiegato che "fino a questo momento la Regione Lazio non è stata contattata. Ma crediamo che essa possa avere i fondi necessari in materia di trasporti e che la linea D possa diventarare un'opera strategica come lo e' stata la linea C".

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