06blog si presenta: intervista con Giovanni

Continuiamo le o6presentazioni del fine settimana con l'intervista a Giovanni de Stefano, lo sguardo che ha inventato la categoria antropologia urbana.

La sua mossa segreta è quella di palesare quanto il limite fra realtà e magia sia effimero:

Per caso ti ricordi i primi blog che hai visto in vita tua?
Doveva essere ancora il 2001, o su di lì, e già non leggevo - con molta determinazione - la maggior parte dei blog pubblicati in Italia. Il primo in assoluto che non ho letto è stato Macchianera: trovavo insopportabile l'adulazione dei commentatori abituali, di cui qualcuno già blogstar in pectore. Sì, si sarà capito: ero proprio uno di quegli snob che diceva di non leggere i blog, all'epoca in cui logoravano chi non ce li aveva.
Poi, ho cominciato ad apprezzare davvero i blog leggendo quelli dei redattori del Riformista su Cannocchiale.it. Il primo blog che mi sia piaciuto e che abbia commentato è stato mastra.ilcannocchiale.it.

Cosa ti piace di più del blogging?
Finalmente, dopo tanti tagli ricevuti a destra e a manca, ai miei poveri articoli-pargoli, da collaboratore di stampa tradizionale, finalmente sono diventato una redazione personificata e itinerante. Ed ora, gli articoli, divenuti post aperti al commento, sono un po' figli di tutti e, come dire, mi sento un po' alleggerito, nel nuovo ruolo di padre quantomeno naturale.

Quali sono oggi i tuoi blog preferiti?
Fra quelli in italiano, in ordine di tangente (di cui alcune non ancora corrisposte, cosa che colgo l'occasione di ricordare): hatingline.splinder.com, il cui tenutario, Bucknasty, ritengo uno dei migliori scrittori umoristici sul nostro web; giaime.wordpress.com, un Buckowski all'italiana dei giorni nostri; claudia.ilcannocchiale.it, di sono innamorato perdutamente; e, novità, chasin-ghosts.blogspot.com, i consigli per gli scaricamenti musicali di cui avevo bisogno, del rapper italiano che mi piace di più: Ghemon Scienz.

In che zona di Roma vivi e in quale vivresti?
A Roma sto al quartiere Trieste. Ma il richiamo della pineta - o meglio, di case e vie come quelle del Pigneto, ad esempio - più che della foresta di traverse e parcheggi di zone come la mia, comincia a farsi sentire sempre più forte.

Traccia un ipotetico itinerario colazione-pranzo-aperitivo-cena nel tuo quartiere.
Colazione da Romoli in viale Eritrea. Un must irrinunciabile anche per l'amica più a dieta - che insospettabilmente ne irgurgiterà fino a due davanti ai vostri occhi - il maritozzo con la panna. Pranzo: se al volo, da Giglioni, sempre in viale Eritrea, con pizza piccante ai pomodorini. Se più rilassato, anche dalla vecchia, amata san Marino di via san Marino, da non confondere con quella, pochissimo distante, di corso Trieste, che è tutta un'altra cosa. Aperitivo da Gep, via Massaciuccoli, uno dei pochi wine bar educatissimi, eppure né troppo scrausi né troppo cari. Per finire, cena da La Locanda, a pochi passi dal detto Gep, con qualche pappardella al ragù o al tartufo, sparlando delle deputate più bone.
(Ovviamente, ci sono sempre i quattro salti in padella adatti ad ognuno dei pasti che hai citato, ed oltre).

Sei un appassionato di maghi romani, si sa (Mago Guarda, Mago Fausto). Confessa quale sarà il tuo prossimo obiettivo...
Certo, qualcosa tipo il Mago do Nascimento non sarebbe male. Ma, per restare con i piedi per terra, anche il mago Nicola mi andrebbe benissimo.

Qual è il tuo autobus preferito?
Senza dubbio l'ottanta express. Non solo, dal momento che fa poche fermate, è molto meno probabile essere scoperti senza biglietto, ma è anche quello che si fa rispettare maggiormente dalle auto e dai motorini, data la stazza. Lo prendo sempre da corso Trieste al capolinea di piazza san Silvestro. Ci ho studiato interi esami; ripassato frasi stucchevoli da dire a giovani campane, che stavo per portare a musical osceni; molti miei articoli o post sono stati concepiti o scritti su quei sedili. Un vero drive-in dell'immaginazione.

Che negozio ricordi con piacere dalla tua infanzia?
Sono cresciuto a Lecce, però ho primi ricordi di negozi romani abbastanza antichi da essere riferibili al "Sogno" di piazza Navona, il giocattolaio extra-lusso, un vero zoo di pelouche.

In quale periodo della storia di Roma vorresti rivivere?
Senza demagogia politicante - non ci crederai: oggi.

Ti hanno appena esiliato da Roma. C'è il mondo intorno a te. In che città andresti a vivere?
Probabilmente nei dintorni di Salisburgo o in quelli di Graz. Comunque, in Austria, per muovermi esclusivamente in bicicletta fuori dalle piste ciclabili, che sono ovunque. Andare ai festival musicali vestito male, e a trovare le mie amiche allevatrici elegantissimo. Insomma, prendere un bel po' di botte dai pompieri locali, la polizia segreta austriaca.

Ti hanno mai fatto il trucco dello specchietto per rubarti i soldi?
Ancora no; più che altro ne ho rotto qualcuno davvero, colla vespa, dandomi poi alla fuga. Una sola volta, in viale Regina Elena, ne ruppi uno a una macchina dotata di conducente. E faceva pure l'assicuratrice palestrata. Brutti momenti.

E' arrivata la fine del mondo. Che cosa faresti nelle ultime 24 ore che ti sono rimaste da vivere a Roma?
Mi fionderei come minimo a casa di Berlusconi, travestito da ex-manager di Publitalia. A quello non la si fa, secondo me. Se, almeno a Roma, esistesse un modo per sfuggire alla fine del mondo, lui lo saprebbe. Sarebbe la mia via di Damasco.

Sai che fine ha fatto Mr Ok?
Ti dirò: se è un test a trabocchetto per calcolare il mio quoziente di nerdaggine, lo supero brillantemente, perché giuro che non so chi sia. Comunque: Mr Ok, se mi riesci a sentire, torna a casa!

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