Roma restituisce la parola al Congresso degli Arguti

Incisione alla base della stauta parlante di Abate Luigi in piazza Vidoni a Roma

I tempi cambiano ma i bisogni, gli sfoghi e le tradizioni dei romani sopravvivono pur adeguandosi, così mentre qualcuno trova sfogo nell’Angolo degli oratori, l’Associazione Abitanti Centro Storico insieme all’Assessorato alle Politiche culturali e della Sovraintendenza ai Beni culturali del Comune di Roma, hanno rispolverato le "statue parlanti" del famigerato Congresso degli Arguti.

Dopo il restauro di quella dell'Abate Luigi in piazza Vidoni, inaugurata ieri dall’assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi con un «Ariecchime sto quà, so aritornato», seguiranno entro l'autunno del 2010, quella di Madama Lucrezia in piazza San Marco, quella del Facchino in via Lata e ovviamente quella di Pasquino nei pressi di piazza Navona, simbolo ancora oggi della voce del popolo di Roma.

I simboli dell’irriverenza verso i potenti, l’insofferenza verso la corruzione, l’allergia verso il nepotismo, il rifiuto di sfarzo e ostentazione, si tolgono la patina del tempo (e dell’inquinamento con il restauro) e tornano alla ribalta con un sito tutto loro dove poter continuare via web la tradizione di accogliere i messaggi di chiunque (sull’anonimato bisogna lavorarci), come fece qualcuno durante l'occupazione di Bonaparte con la statua di Pasquino: «I francesi son tutti malfattori... No, no! Non tutti: bonaparte!». Con tutta questa tradizione alle spalle come non sentirsi tentati e incoraggiati a fare altrettanto con qualcuno degli 'oppressori' di oggi?

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: