Shopping distratto. Truffa alla cassa


Ecco un nuovo episodio della saga "scontrini stellari" che ultimamente va molto di moda in Italia e a Roma. Per carità, in questo caso si tratta di una piccola somma gonfiata, ma forse proprio per questo fa capire il clima in cui viviamo. Avendola poi vissuta in prima persona posso e devo testimoniare il caso nel dettaglio, senza fare nomi perché non è un attacco personale, ma un esempio reale.

Dunque. Mattinata di shopping last minute al centro di Roma, via del Corso, verso Piazza Venezia. Negozio tranquillo e personale cortese. Una ragazza sceglie 3 capi che costano circa 20 euro l'uno. Alla cassa la signora poco amichevole batte sulla calcolatrice (non del registratore) la somma: 96 euro. La ragazza un po' sovrappensiero è perplessa. Indossa un cappellino di paglia che la rende molto simile ad una turista straniera, ma contesta gentilemente in italiano. Come è possibile che la somma risulti quasi 40 euro in più?

"E' vero - risponde senza scomporsi la cassiera che rifà i calcoli - sono 58". Tutto a posto. Nemmeno le scuse. Ed uno scontrino che recita un totale anonimo, indicando un solo pezzo, quando sono 3. Chissà quante volte siamo stati vittime di un giochetto del genere e nemmeno ce ne siamo accorti. Ormai l'onestà è diventata una chimera. Teniamo gli occhi aperti. Sempre.

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