Raccolta di firme a Roma per la castrazione chimica contro stupratori e pedofili


Dopo l'arresto (e la convalida) del presunto stupratore seriale, Luca Bianchini, divampa la discussione intorno ai metodi di prevenzione e di pena che occorrono perché l'intervento esemplare divenga un deterrente.

Così alcuni attivisti del Movimento per l'Italia di Daniela Santanchè dalla prossima settimana inizieranno una raccolta di firme per una petizione al sindaco di Roma, Gianni Alemanno «affinchè si attivi presso il governo nazionale a favore dell'introduzione della castrazione chimica per stupratori e pedofili».

Lo hanno anticipato Paola Marraro, Ilaria Misantoni e Patrizia Passerini, rispettivamente, socio fondatore, coordinatrice giovanile del Lazio e dirigente regionale del Movimento, che seguono in tal modo la posizione del ministro Calderoli.

"Concordiamo con il ministro. Le parole poi del criminologo e psicopatologo Francesco Bruno sono la conferma della funzione terapeutica e di prevenzione di un procedimento che anche negli Stati Uniti è stato nel passato adottato. La castrazione chimica viene considerata meno brutale e disumana della castrazione vera e propria, ma sta diventando una necessità per dare un segnale forte che la violenza sulle donne in Italia avrà conseguenze durissime".

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