Paolo Fresu. Il mio pifferaio magico

Da bambina adoravo la favola del Pifferaio Magico. Credevo che ad incantare i topi fosse la magia, ma non sapevo che quella stessa magia da lì a qualche anno avrebbe incantato anche me.

La prima volta che ho ascoltato il suono della tromba di Louis Armstrong ho ripensato ai topi del pifferaio, anche se li ho capiti davvero, solo dopo con Chet Baker. Il mio unico rammarico era che non avrei mai potuto ascoltare la sua tromba dal vivo. Poi un giorno ho scoperto Paolo Fresu e da allora penso a lui come al mio pifferaio magico, anche se temo che siamo in molti, come i topi.

Topini che sono andati al Festival Internazionale di Villa Adriana per assistere “A Solo”, apparentemente composti ma rapiti e ognuno in viaggio dietro le note della tromba di Fresu, che lo seguiranno in tour fino a Cartagine e ancora a Roma il 27 luglio prossimo, quando sarà a Villa Pamphili insieme a Omar Sosa.

Ma raccontare la cosa più rilevante, quello che succede quando ci si avventura dietro alle melodie di Fresu, sarebbe inutile, perché l’unico modo di condividere cose del genere è lasciarvi alle emozioni che la sua tromba sa tirare fuori ad ognuno in modo così intimo e personale. Buon viaggio.

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