Inchiesta de L'Espresso sui trasporti pubblici. La paura corre sull'autobus

Inchiesta de L'Espresso sui trasporti pubblici

C'era una vecchia battuta fra i passeggeri del 90 barrato di una volta. Lo chiamavano "La paura!" per come correva e per fare il verso alla numerologia del Lotto. Di recente però i trasporti pubblici, in tutta Italia, stanno diventando un vero rischio (e non solo per chi è a bordo). Tanto che L'Espresso ci ha fatto una dettagliata inchiesta, già segnalata dai nostri cugini milanesi.

Se a Milano e Genova si preoccupano, qui non stiamo molto più rilassati. Fra i vari dati emerge che

A Roma lo scorso anno Trambus ha analizzato 133 incidenti seri: 73 sono stati attribuiti ai guidatori, pari al 54 per cento dei casi. Nella capitale stare al volante di un bestione lungo 12 metri sopravvivendo al caos non è facile: 6.500 autisti macinano 116 milioni di chilometri l'anno. La conta delle colpe però apre comunque un processo ai guidatori. Con accuse di maleducazione che spesso vengono quantificate nei sondaggi tra la clientela: a Roma un autista su dieci usa il cellulare al volante mentre il 7,5 per cento ascolta musica con le cuffiette.

La commissione inchieste e incidenti rileva 133 accertamenti nel 2008 e 46 nei primi mesi del 2009, di cui il 50% per responsabilità del conducente. Il rapporto con la clientela racconta di 48 mila segnalazioni al servizio clienti nel 2008, il 28% sul comportamento del personale.

La preparazione e la formazione degli autisti a Roma, che hanno un età media di 38-39 anni ed un contratto (90%) a tempo indeterminato è in corsi formativi per gli apprendisti, assegnati singolarmente a un tutor, su diverse discipline (azienda, trasporto, codice della strada).

La retribuzione è superiore ai contratti dell'industria (ad es. con 10 anni di servizio stipendio medio di 1.400 netti al mese), mentre i controlli medici con esami tossicologici dovrebbero essere periodici. Ma sono le storie personali dei cittadini quelle che fanno più impressione:

C'è anche un problema di controlli. Gli episodi di pullman affidati a tossicomani e alcolizzati non sono rari. Il 20 dicembre a Roma in viale Newton Gino Anselmi, 66 anni parcheggia l'auto, aziona le quattro frecce e attraversa la strada. Un autobus fuori servizio diretto a tutta velocità verso la rimessa lo travolge e uccide: alla guida un autista che aveva sniffato cocaina.

Un mese dopo il 334 è partito a razzo dal capolinea di Saxa Rubra alle nove di sera, rischiando di investire una donna incinta che attraversava sulle strisce. Gli altri passeggeri allarmati hanno chiamato i carabinieri ed è scattata una singolare caccia all'autobus: quando l'hanno intercettato, l'autista è apparso su di giri. I test hanno confermato che era ubriaco.

Per non parlare dell'outsourcing, dove il controllo si azzera. Nella capitale il servizio notturno viene appaltato a una ditta esterna. Sull'N4 che dalla centralissima piazza Venezia porta in periferia, l'autista l'11 febbraio ha sbarrato le porte e ha tentato di violentare una turista americana. Tre giorni dopo, a San Valentino, stesso copione: parcheggia nell'oscurità e si spoglia davanti a una ragazza straniera sconvolta. Ma i carabinieri lo stavano seguendo dopo la prima denuncia e l'hanno ammanettato.

Inchiesta de L\'Espresso sui trasporti pubblici
Inchiesta de L'Espresso sui trasporti pubblici
Inchiesta de L'Espresso sui trasporti pubblici
Inchiesta de L'Espresso sui trasporti pubblici

  • shares
  • Mail
41 commenti Aggiorna
Ordina: