Sisma in Abruzzo, sit-in di protesta ieri a Montecitorio


Giornata di protesta davanti a Montecitorio, dove una delegazione della popolazione colpita dal terremoto in Abruzzo ha chiesto una maggiore attenzione alle esigenze di chi nel sisma ha perso ogni cosa.

"Se il governo non cambia strategia la ricostruzione della città non ci sarà, ci saranno solo le 15mila casette. E questo significa la morte dell'Aquila, che sarebbe una sconfitta per il Paese''. Queste le parole del sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, che riassumono lo scontento degli sfollati delle tendopoli.

Senza bandiere di partito, un migliaio di aquilani organizzatisi con 20 pullman hanno occupato la piazza davanti alla camera montando tende da campeggio sotto l'obelisco. Le richieste sono state riassunte dai manifestanti in pochi ma precisi punti: maggiori garanzie sulla riparazione dei danni, riapertura del centro storico, risorse adeguate per rimettere in moto le industrie danneggiate.

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