Cézanne e gli artisti italiani del ’900 al Complesso del Vittoriano

"Cézanne e gli artisti italiani del ’900", un grande Maestro e le sue influenze sulla cultura del XX secolo, al Complesso del Vittoriano di Roma, sino al 2 febbraio 2014.

Spesso grandi amori nascono in modo inconsapevole, a me è successo con "Boy in a Red Waistcoat Leaning on his Elbow" di Paul Cezanne. L'amore a prima vista di una bambina, scoppiato sulla parete di una cameretta con la carta da parati optical, incontrato di nuovo molti anni dopo sulle pareti di un museo.

L'amore che ha finito per avvicinare lo sguardo all'incontro di linee e colore, geometria e sintesi formale, dell'artista francese che ha rinnovato gli stili tradizionali, anticipando nuovi astrattismi, terreno fertile per l’Impressionismo, il Cubismo e la gran parte degli Artisti del XX secolo, che hanno trasformato questa eredità in connotazioni tipiche della nostra cultura.

Un'eredità pittorica in mostra con Cézanne e gli artisti italiani del ’900 al Complesso del Vittoriano (via San Pietro in Carcere ai Fori Imperiali) con circa 100 opere di Cézanne e numerosi altri artisti, provenienti da musei di grande prestigio, a cura della Storica dell’Arte Maria Teresa Benedetti, che si è avvalsa di un prestigioso comitato scientifico composto da Denis Coutagne, Rudy Chiappini e Claudio Strinati. Nel catalogo, edito da Skira, saggi anche di Maria Cristina Bandera, Fabrizio D’Amico e Alain Tapié, già direttore del Musée des Beaux-Arts de Lille.

Un viaggio nel 900, che attraverso paesaggi, nature morte, ritratti e nudi, ripercorre la circolazione delle opere di Cézanne in Italia, attraverso la “Prima mostra di impressionismo francese” curata da Ardengo Soffici nella Firenze del 1910, la rassegna in mostra nel padiglione francese della Biennale veneziana del 1920, i 28 dipinti provenienti quasi esclusivamente dalle collezioni fiorentine Fabbri e Loeser, e disperse negli anni Venti.

Esposizioni, collezioni ed articoli che si avventurano dietro alle pennellate del maestro francese, ma anche linguaggio dirompente per Umberto Boccioni e Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Gino Severini, Filippo De Pisis e Mario Sironi, Felice Carena e Felice Casorati, Roberto Melli e Roberto Melli, Franco Gentilini e Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Francesco Trombadori, Antonio Donghi e Riccardo Francalancia, Lionello Venturi, Fausto Pirandello.

Una buona occasione per saggiare l'influenza esercitata da questo padre dell’età moderna su ognuno di noi, anche da sfogliare sul catalogo edito da Skira.

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