Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma: tour fotografico

Tour tra colori, folklori e opere di Frida Kalho, in mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma, prorogata sino al 31 agosto 2014.

Le Scuderie del Quirinale di Roma stanno per schiudere i sontuosi portoni all'universo appassionato e appassionate di Frida Kahlo. Opera d'arte vivente, con un linguaggio visivo unico e inusuale, che si nutre di realismo magico fuso all'arte popolare, folclore colorato, tessuto da passioni ossessive, amori imperfetti e dolori atroci.

«Pintari?a el dolor, el amor y la ternura»

Frida Kahlo, Autoritratto con collana di spine, 1940

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio1954) L'inconfondibile Frida, sofferente e combattente, vivace e audace. Regina madre dell'arte del selfie, realizzato a letto, chiusa in un busto, con uno specchio montato sopra di lei, l'arte come riflesso viscerale della propria natura, la pittura come balsamo del dolore e linfa di un bisogno di libertà espressiva che non tarda a renderla simbolo di un paese, icona di avanguardia e modernità, la venerata anticipatrice del movimento femminista.

La donna temprata dagli eventi tragici che costellano la sua esistenza, sopravvissuta alla spina bifida (congenita) che l'ha quasi uccisa da bambina, e alla convalescenza passata sui libri con un padre di origine ungaro-tedesca emigrato in Messico, ebreo, epilettico, fotografo, e tutto quello che serve per spronare il temperamento esplosivo della figlia.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

La donna che perde verginità e giovinezza in un incidente tra un bus e un tram. L'artista cresciuta in un letto, tra inquietudine, sofferenza e quasi quaranta operazioni, capace di trasformare in arte anche quel busto di gesso che ne immobilizzava il corpo, ma non riuscì mai a contenerne l'esuberante gioia di vivere, le avventurose esplorazioni fisiche ed emotive di entrambi i sessi, il bisogno di rivendicare libertà e dignità per minoranze e oppressi.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

A Frida, il suo assurdo e sublime universo che danza con la morte e la voglia di vivere, in rapporto con i movimenti artistici dell'epoca, dal Modernismo messicano al Pauperismo rivoluzionario, dall'Estridentismo al Surrealismo internazionale, che le Scuderie del Quirinale di Roma dedicano la grande mostra a cura di Helga Prignitz-Poda, autrice del bellissimo catalogo, aperta dal ritratto fotografico realizzato da Nickolas Muray nel 1939.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

«Ero solita pensare di essere la persona piu? strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono cosi? tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere la? fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei li? fuori e dovessi leggere cio?, tu sappia che si?, e? vero, sono qui e sono strana proprio come te».

Frida Kahlo, Autoritratto con vestito di velluto, 1926

Oltre 40 capolavori, che contemplano l'Autoritratto con abito di velluto del 1926, dipinto a 19 anni per l'amato Alejandro Gòmez Arias, il famoso corsetto in gesso che tenne Frida prigioniera negli ultimi, il bozzetto per "Henry Ford Hospital" del 1932, i ritratti fotografici di Nickolas Muray, tra cui "Frida sulla panchina bianca" del 1938 diventata una famosa copertina della rivista Vogue, insieme al celebre Autoritratto con collana di spine e colibrì del 1940, esposto per la prima volta in Italia, omaggiato anche da questa 'vibrante' animazione realizzato da Florent Porta, che non non riguarda la mostra romana ma l'universo di stimoli che continua a fornire lo spirito più contemporaneo di Frida Kahlo.

Frida Kahlo from Florent Porta on Vimeo.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

Un viaggio nell'universo di stimoli, movimenti e correnti, arricchito dalle opere di artisti fisicamente e artisticamente vicino a Frida Kahlo, dal marito Diego Rivera, a José Clemente Orozco, Maria Izquierdo o José David Alfaro Siqueiros, tra gli altri.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

Una mostra ricca di incontri, laboratori per scuole e famiglie, una rassegna cinematografica, frammenti di documentari, fotografie, dipinti, disegni e documenti di collezioni pubbliche e private in arrivo da Messico, Europa e Stati Uniti.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

La mostra resta aperta dal 20 marzo al 31 agosto 2014, da domenica a giovedi? dalle 10.00 alle 20.00, venerdi? e sabato dalle 10.00 alle 22.30, senza chiusura settimanale. Ingresso intero 12.00€, ridotto 9.50€.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog


Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

«Ho subito due gravi incidenti nella mia vita... il primo e? stato quando un tram mi ha travolto e il secondo e? stato Diego»

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

Il Palazzo Ducale di Genova approfondirà poi il viaggio nell'universo privato e travagliato di Frida Kahlo e Diego Rivera, maggiore pittore messicano dell’epoca, amante, marito per due volte, e grande amore tormentato, dal 20 settembre 2014 al 15 febbraio 2015.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

Lettera (mai spedita) di Frida Kahlo a Diego Rivera – Città del Messico

La mia notte… che non vorrei più…La mia notte è come un grande cuore che pulsa.

Sono le tre e trenta del mattino. La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine. Cerco un punto di contatto: la tua pelle. Dove sei? Dove sei? Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui. La mie mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità. La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio. La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo. La mia notte mi soffoca per la tua mancanza. La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d’amore.

Sono le quattro e trenta del mattino. La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest’evidenza che brilla come una lama nel buio, la mia notte vorrebbe avere ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me. Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero. La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti. La mia notte si intristisce e si perde. La mia notte accentua la mia solitudine, tutte le solitudini. Il suo silenzio ascolta solo le mie voci interiori. La mia notte è lunga, lunga, lunga. La mia notte avrebbe paura che il giorno non appaia più ma allo stesso tempo la mia notte teme la sua apparizione, perché il giorno è un giorno artificiale in cui ogni ora vale il doppio e senza di te non è più veramente vissuta. La mia notte si chiede se il mio giorno somiglia alla mia notte. Cosa che spiegherebbe la mia notte, perché tempo anche il giorno. La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo. Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, questo, lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza. La mia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell’incavo della mia spalla e che io riposassi nell’incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga. Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio. Sta morendo perché non sei qui e mi uccide. La mia notte ti cerca continuamente. Il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o una qualsiasi geografia ci separi. Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra. Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno. Il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato al tuo abbraccio. La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile. Mi manchi tanto, tanto. Le tue parole. Il tuo colore. Fra poco si leverà il sole.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma © 06blog

Foto | 06blog

  • shares
  • Mail