La curiosità: Mas, trash e prezzi stracciati nel cuore dell'Esquilino


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Se Émile Zola avesse trascorso la sua vita a Roma probabilmente per il suo Al paradiso delle Signore si sarebbe ispirato ai magazzini Mas di Via dello Statuto. O meglio a quello che erano agli inizi del XX secolo, quando col nome di Magazzini Castelnuovo questo gigante dell’abbigliamento low cost rappresentava il nuovo che avanzava nel commercio romano.

Proprio come il Au Bonheur de dames del romanzo francese, che nell’immaginario di Zola mandò in rovina molte piccole boutiques parigine. Ora, a distanza di oltre un secolo, i magazzini Mas rappresentano qualcosa di anomalo e allo stesso tempo pittoresco in questa Roma dove ormai ipermercati, megastores e centri commerciali sono ovunque.

Non c’è alcuna modernità nell’arredo dei locali, sembra che il tempo si sia fermato a circa 30/40 anni fa, quasi fosse una sorta di amarcord di una capitale da vecchie pellicole. I cartelloni delle offerte sono ancora rigorosamente scritti a mano col pennarello come nelle bancarelle per strada delle quali non sembra proprio sentire la concorrenza visti i prezzi bassissimi abbondantemente reclamizzati nei mitici spot sulle reti locali, roba da far impallidire persino Nonno Ugo.

Così, molti di noi non saranno riusciti a cambiare canale ipnotizzati da personaggi del calibro di Antonio Zequila e soprattutto Alvaro Vitali, a lungo mattatore degli spot di Mas in quelle stesse reti che ancora mandano in onda i film di Pierino. Così come a molti di noi non sarà sfuggito che il mitico Piotta ha girato il video di Supercafone proprio ai Magazzini allo Statuto.

Eh sì, perché se Mas non è la Mecca del trash capitolino poco ci manca. Chi non ha ancora visitato questi grandi magazzini potrà bullarsi di conoscere questo o quel posto, ma non potrà mai dire di conoscere veramente Roma.

E se non ne avete mai avuto il coraggio ricordatevi che Mas è anche l’acronimo di Memento Audere Semper, tanto caro al vate D’Annunzio e purtroppo anche a qualche estremista. Ma questa è un'altra storia...

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